MILANO. La base leghista ha il mal di pancia. E non lo manda a dire. A provocare i "dolori" sono i comportamenti del presidente del consiglio. «Il sì ai bombardamenti in Libia è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso». Questo, in sintesi, il pensiero comune del popolo leghista, che tutte le mattine (e tutti i pomeriggi) si sfoga a Radio Padania, che trasmette "a microfono aperto", in diretta e senza filtri. Ieri mattina la decisione di Berlusconi di mandare i bombardieri in Libia è stata presa malissimo e il popolo del Carroccio ha preso d'assalto i microfoni.
«Ognuno è padrone a casa sua, e noi, che non abbiamo nemmeno i soldi per l'Italia, perché mai dovremmo spendere per andare lì? Ne abbiamo già troppe di missioni all'estero», dice Aldo. Qualcuno tira in ballo la Costituzione: «C'è scritto sulla Carta che l'Italia ripudia la guerra. Non possiamo a volte ricordarlo e a volte no. Dobbiamo essere coerenti, non possiamo ricordarcelo solo di fronte ai Paesi in cui non abbiamo nessun interesse economico e dimenticarcelo quando i conflitti nascono nei Paesi con petrolio e gasdotti». E ancora: «Le missioni di pace e le bombe intelligenti non esistono. In Libia c'è una dittatura ma non lo scopriamo certamente adesso».
Nel pomeriggio va in onda «Che aria tira», sempre con i microfoni aperti. «Ha ragione Calderoli - dice il primo intervenuto - perché una guerra porta sempre problemi, anche in termini di gestione delle risorse e degli aiuti. E gli immigrati aumentano».
Dalla Libia alle elezioni a Milano, dove le tensioni con il Pdl, se possibile, aumentano. «L'unico impegno che chiediamo agli amici del Pdl - dice Matteo Salvini, direttore di Radio Padania - è di venire a Milano per parlare della città, e non di tribunali o Brigate Rosse».
Il riferimento a Berlusconi è fin troppo esplicito. E la Lega, che appoggia la lista di Letizia Moratti, ha anche organizzato tre giorni di festa per i giovani del Carroccio. «Ci saranno tre ministri e ci saranno tutti i consiglieri regionali. Per parlare di Milano e non di aria fritta. La Moratti è invitata e benvenuta», aggiunge Salvini. Ma ecco il giallo: la festa inizia stasera e non ci sono ancora certezze sulla presenza del sindaco.