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Pescara, 14/04/2026
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Data: 30/04/2011
Testata giornalistica: Il giornale di Vicenza
Ftv, sarà l'ultimo bilancio in utile. E presto aumenti

Dall'assemblea dei soci di Ftv (97,5% Provincia di Vicenza e il resto ai 55 Comuni) che ieri ha approvato il bilancio, non arrivano buone notizie. A peggiorare la situazione «l'accelerata» dell'assessore regionale, Renato Chisso, che a fine marzo ha portato in Giunta la delibera per la divisione dei fondi a disposizione, nonostante la lettera a firma dei sette presidenti delle Province venete chiedesse di cambiare prima il criterio in base al quale dividere il gruzzoletto. Risultato? Dopo l'annuncio di Confservizi di impugnare la delibera, da Vicenza parte l'appello: «Caro Chisso, quei 10 milioni che ancora ti restano da dividere devono essere distribuiti in modo equo, escludendo chi ha già preso tanto: Mestre e Venezia». TAGLI. Quest'anno Ftv chiude con un utile, per un soffio. Dall'anno prossimo chissà. Ma le conseguenze dei guai del al trasporto pubblico i vicentini le vedranno presto: a giugno il taglio alle corse mattutine e serali; a settembre l'aumento, quasi certo, delle tariffe e dal prossimo anno scolastico anche una riorganizzazione doverosa da parte dei presidi (sta per essere spedita una lettera dalla Provincia) che, se vorranno permettere a tutti di prendere l'autobus, dovranno concentrare le uscite in due fasce. Il bilancio in casa di Ftv ieri è stato presentato ai soci e approvato. Presenti anche i rappresentati delle amministrazioni di Valdagno, Isola, Chiuppano, Montecchio Maggiore, Arzignano, Vicenza, Barbarano e Marano. I numeri sono ormai quelli noti: i costi di produzione
sfiorano i 25 milioni di euro. Si chiude con 26 mila euro di avanzo. Il taglio dei trasferimenti regionali è di un
milione di euro (in tutto arrivano 11 milioni da Venezia). A ciò si devono aggiungere altri 600 mila euro derivanti dall'aumento dei costi. Spiega l'amministratore unico di Ftv, Valter Baruchello: «Nel 2010 abbiamo dovuto fare fronte ad un incremento del 14% per il rincaro del gasolio e del 36% delle assicurazioni. Siamo arrivati a questo punto perché abbiamo già eliminato il possibile: dalla figura del direttore a quella dell'usciere. Di più non si può fare». CRITICA. Ma a Venezia, si poteva fare meglio. A sostenerlo è l'assessore provinciale ai trasporti, Cristiano Sandonà: «Non capiamo come mai Chisso abbia portato in Giunta la ridistribuzione dei
255 milioni di euro secondo un criterio, la spesa storica, che non condividiamo. Per questo i presidenti delle Province, tra cui anche il vicentino Attilio Schneck, aveva chiesto di insediare la commissione sui costi standard per individuare i criteri migliori. Oggi non si capisce come mai per i traghetti di Venezia arrivino 46 milioni di euro e per il trasporto su gomma a Mestre 40 milioni. Mestre non è una metropoli eppure si
macinano 15 milioni di chilometri contro i 6,8 di Verona. Com'è possibile? Non è che a Mestre sono abituati troppo bene? Pare proprio che esista un trasporto pubblico di serie A e uno di serie B». La richiesta è quindi che a ottobre Chisso possa dividere i 10 milioni promessi, tenendo conto della diversità di trattamento, in pratica escludendo le aziende più agevolate di Venezia e Mestre. GARA. Altro capitolo riguarda la gara d'appalto del servizio che dovrebbe avvenire entro l'anno. Due le possibilità: gara secca o a doppio oggetto.
In quest'ultimo caso Provincia e Comune cederebbero il 40% e sui tempi sarebbe la Provincia a dettare legge. Gli orientamenti sono abbastanza chiari: Verona, Belluno e Treviso puntano sul doppio oggetto;
Venezia e Padova sul secco. Vicenza resta ancora alla finestra in cerca di una soluzione meno rischiosa e più vantaggiosa.

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