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Pescara, 14/04/2026
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Data: 30/04/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Salviamo la stazioncina» tutti in campo per l'ex Fea. Appello alla Soprintendenza per far vincolare l'edificio

Parcheggio vista mare. Sembra segnato il futuro della ex stazione della autorità ferroviaria abruzzese (Fea) e del complesso di edifici tra il lungomare Matteotti e le vie Foscolo e Manzoni, a Pescara. Le parziali demolizioni, come pure i lavori di dismissione dell'ampia superficie, sono già iniziati. Il progetto? Realizzare un parcheggio multipiano dotato di strutture per la ristorazione. Proprio lì, dalla stazione ferroviaria a due passi dal mare partì, il 22 settembre 1929 il mitico trenino elettrico che collegava la città nuova all'entroterra agrario, Pescara a Penne. Un moderno mezzo di trasporto realizzato per servire la città e la Provincia appena nate che andò in pensione nel 1963 dopo oltre trent'aanni di onorata carriera, inaugurato dal potente ministro fascista di Loreto Aprutino Giacomo Acerbo, gran regista della nuova provincia pescarese. «Non si può consentire l'ennesimo scempio, il complesso ex Fea non deve essere demolito». La denuncia sottoscritta dalle associazioni cittadine Italia nostra, Mila DonnAmbiente, Ecoistituto, Comitato abruzzese del paesaggio, Ville e palazzi dannunziani e confezionata in un esposto a firma del presidente del Comitato abruzzese del paesaggio Andrea Iezzi è arrivata sul tavolo del Soprintendente Luca Maggi e del direttore regionale per i beni e le attività culturali Fabrizio Magani.
«Perché è assurdo - sostiene Andrea Iezzi - pensare di trasformare l'area, teatro nel 1997 di una memorabile edizione di Fuori uso, la rassegna d'arte contemporanea di Cesare Manzo, in un parcheggio. Già prima della cessione dalla Gtm al Comune di Pescara e visto che si trattava immobili di proprietà pubblica, nel 2009 proposi la verifica dell'interesse culturale. Dopo un primo positivo riscontro dell'allora direttore regionale Reggiani, non c'è stata alcuna comunicazione in ordine al procedimento, ma si è appreso informalmente - racconta Iezzi - che la verifica ha avuto un incomprensibile esito negativo. Mi pare curioso che ancora oggi, dopo i numerosi scempi commessi in città, mentre l'amministrazione comunale appende al chiodo il censimento degli edifici storici e non fa scelte chiare sul patrimonio architettonico e testimoniale della città, si avalli la demolizione degli immobili della Fea, importante capolinea ferro-tramviario di inizio Novecento, realizzato su progetto dell'ingegner Antonio Cavalieri Ducati».
«Italia Nostra segue con preoccupazione la vicenda dell'ex Fea sia per l'insensibilità manifestatasi in passato sulla tutela del patrimonio cittadino, sia per l'approssimazione che caratterizza il dibattito sul riuso del manufatto - sottolinea Piero Ferretti, responsabile regionale per l'urbanistica di Italia nostra - La città non può permettere che si perda un'altra significativa testimonianza della propria storia». La stazione Pescara Porto ha un suo valore ed è urgente riaprire la pratica per la sua tutela, sostengono le associazioni.
Senza dimenticare che la ferrovia elettrica all'indomani della costituzione della nuova Provincia facilitò, e non poco, la coesione sociale. Colmò le distanze. E chissà che dalla Fea non si possa ripartire per ripensare nuove soluzioni per la mobilità della città veloce.

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