ROMA. Balzo dell'inflazione ad aprile (+2,6% annuo; al top dal 2008) e disoccupazione sempre a livelli elevati (a marzo un decimo di punto in più, all'8,3%) con il 28,6% dei giovani senza lavoro. Dati preoccupanti quelli risultanti dalle stime preliminari dell'Istat.
L'indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato un aumento dello 0,5% rispetto a marzo e del 2,6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. I maggiori incrementi congiunturali dei prezzi riguardano i trasporti (+1,8%), l'abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1%) e i servizi ricettivi e di ristorazione (+0,8%). In calo risultano i prezzi delle comunicazioni (-0,8%) e dei servizi sanitari e spese per la salute (-0,2%).
Sul piano tendenziale i maggiori tassi di crescita interessano trasporti (+6,1%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+5%), altri beni e servizi (+3%). Quelli più contenuti riguardano servizi sanitari e spese per la salute (+0,6%), abbigliamento e calzature e mobili, articoli e servizi per la casa (per entrambi +1,5%). Per Confcommercio l'aumento dell'inflazione - un fenomeno comune ai 17 Paesi dell'area euro - riflette le tensioni che da tempo si registrano sulle materie prime, in particolare nell'area dell'energia. «Ma le imprese stanno tentando di arginare la trasmissione di questi impulsi sui prezzi al consumo» assicura l'associazione.
Sul fronte disoccupazione, dopo la lieve flessione di febbraio, il dato di marzo risale di un decimo di punto attestandosi all'8,3% e portando il totale a 2 milioni 71mila (non) lavoratori. L'aumento riguarda sia la componente maschile sia quella femminile. Cresce anche il tasso di disoccupazione giovanile, che sale di 0,3 punti percentuali, posizionandosi al 28,6%. Più di un giovane tra i 15 e i 24 anni su quattro, in pratica, è senza lavoro. Per il neo presidente dei giovani di Confindustria Jacopo Morelli un dato «estremamente preoccupante perchè l'Italia ha drammaticamente bisogno di crescere e può crescere, come dicono gli economisti, solo recuperando una produttività totale dei fattori». «Una situazione di grave stagnazione - osserva il presidente del gruppo del Pd del Senato Anna Finocchiaro - E il governo non sta facendo nulla per risolverla» specie sul fronte della disoccupazione giovanile.
Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi guarda invece con favore l'aumento dei giovani «che si offrono sul mercato del lavoro uscendo da quella condizione di rinuncia aprioristica che è sempre l'aspetto più preoccupante della condizione giovanile. Una ripresa, per quanto moderata, è in atto» assicura il ministro.