Non si è fatta attendere la reazione del sindaco Cialente dopo l'affronto dell'Api. Deve essere stato l'ultimatum ad aver suscitato l'ira del primo cittadino che proprio non ci sta a passare per chi è complice di coloro che stanno bloccando la ricostruzione. Così dopo mezz'ora circa dalla conferenza stampa di denuncia dell'Api ha subito pianificato la sua vendetta: il ritiro delle deleghe all'assessore Roberto Riga. Ma è sicuro di aver colpito l'uomo giusto? Secondo indiscrezioni l'assessore Riga avrebbe fatto da testa di ariete cadendo nel tranello giocatogli da qualcuno del suo stesso partito del polo dei moderati. Ieri sera si è riunito d'urgenza il gruppo consiliare dei rutelliani. Il sindaco al momento ha deciso di mantenere per sé le deleghe (alle Politiche urbanistiche, alla Pianificazione Partecipata, alla Protezione Civile e alla Sanità) in capo all'assessore ribelle anche se potrebbe decidere di nominare già lunedì un altro assessore targato Api che potrebbe essere il consigliere Pierluigi Mancini secondo le indicazioni del gruppo. «Apprendo che il gruppo consiliare di Alleanza per l'Italia - ha dichiarato ieri Cialente - pone un ultimatum accusando, tra l'altro, il Comune dell'Aquila per i gravi ritardi di Cineas e Reluis nell'approvazione dei relativi progetti. Sono stupito - ha proseguito il sindaco - da queste affermazioni poiché, se c'è qualcuno che sta denunciando da tempo i gravissimi ritardi nella ricostruzione, questo è proprio il Comune dell'Aquila che. Si tratta, anzi, in questo momento, della madre di tutte le battaglie. Ritengo che il capogruppo Api Piero Di Piero, e lo stesso assessore Roberto Riga, non possano non conoscere questa situazione e, in particolare, non possano non sapere che il Comune dell'Aquila attualmente non ha alcuna convenzione o contratto con Cineas e Reluis, che sono a carico, invece, del commissario. Poiché, ribadisco, non posso credere che il capogruppo Di Piero e l'assessore Riga siano incorsi in un simile errore, sono io - ha dichiarato ancora Cialente - che prendo atto di trovarmi di fronte ad una sfiducia di fatto da parte del gruppo Api, circostanza che fa venire meno i presupposti per proseguire una comune azione amministrativa. Per questo motivo ho deciso di ritirare le deleghe all'assessore Riga, deleghe che acquisirò personalmente. Sono interessato, in ogni caso, - ha concluso Cialente - a capire quale sia la posizione politica del gruppo Api rispetto ai ritardi nella ricostruzione, a quelle che sono le precise responsabilità, al ruolo del commissario Chiodi e del coordinatore della Struttura tecnica di Missione Fontana e a quello del Comune dell'Aquila. In altre parole, il gruppo Api da che parte sta? Io sto dalla parte della città». Secondo il capogruppo della Destra Luigi D'Eramo «Cialente è come Nerone. Canta e suona parole mentre la città muore e la sua politica insieme alla sua maggioranza brucia come la Roma di duemila anni fa. La pace Cialentiana dice D'Eramo - è finita miseramente come miseramente è iniziata. Ormai siamo al tutti contro tutti. Metà Partito Democratico accusa l'altra metà, l'Italia dei Valori critica il Sindaco e pensa a scenari futuri fuori dal centro sinistra, l'Api di fatto sfiducia il sindaco e pone degli ultimatum». Anche Cineas, tirata in ballo dall'Api, ieri ha inviato la sua replica: «Garantire una corretta valutazione dei danni subiti dai cittadini a causa del terremoto per offrire a tutti il risarcimento realmente dovuto e non disperdere denaro pubblico. È questo l'obiettivo dell'intervento Cineas. Le nostre osservazioni non sono dunque pretestuose ma dovute al riscontro di lacune rispetto ai parametri stabiliti. Se c'è stato un impasse per l'esame delle pratiche E questo è stato dovuto in un primo momento alla mancanza di direttive chiare e condivise e attualmente risulta essere risolto».