I sindacati saranno stamattina a piazza Salotto, con la Provincia, per omaggiare i lavoratori ideali, molti dei quali però senza lavoro. Un Primo maggio amaro, quando la crisi continua a macinare redditi e posti di lavoro. La Provincia ha anticipato la Festa con una tre giorni iniziata venerdì e dedicata ai più giovani, i lavoratori di domani. La pioggia non ha troppo penalizzato l'affluenza al job village. Oggi alle 10 il momento conclusivo, con la consegna delle targhe ai lavoratori ideali che si sono distinti nella loro attività. All'evento tradizionale, quest'anno fatto coincidere con il Primo maggio, partecipano Cgil, Cisl, Uil, Ugl. Nella rosa di candidati, tra quelli scelti dalla Cgil ci saranno lavoratori ideali ma senza lavoro: in cassa integrazione, licenziati, precari fuoriusciti, proprio come gli ex della Provincia, per i quali la Cgil si era battuta per tentare il salvataggio e che, ironia della sorte, l'assessore provinciale Antonio Martorella dovrà premiare.
Ma sotto la lente d'ingrandimento del sindacato ci sono tutte le spine del lavoro di oggi. Così sarà festa solo a metà. «Come ogni anno partecipiamo all'iniziativa dei lavoratori ideali - spiega Paolo Castellucci, Cgil - ma in questo Primo maggio vogliamo mettere al centro le preoccupazioni di migliaia di lavoratori precari, in cassa integrazione, disoccupati, per evidenziarne il disagio. Dentro questa situazione ci sono anche gli ex precari della Provincia, non stabilizzati nonostante un precedente accordo». Il termometro di un Primo maggio amaro nel Pescarese è nei numeri dei disoccupati, in aumento anche tra i meno giovani: gli iscritti al centro per l'impiego sono aumentati nel 2010 del 14,93%, +3.201 disoccupati solo nella fascia tra i 45 e i 65 anni, troppo anziani per trovare un altro lavoro, troppo giovani per la pensione; la cassa integrazione in deroga è schizzata del 266%. I provinciali di Cgil, Cisl e Uil nel pomeriggio-serata saranno a Popoli, per la Festa del Primo maggio in piazza, salvo pioggia. Sempre in piazza Salotto il Comune ha organizzato dalle 18 il concerto di Luca Napolitano, (se piove si va al teatro Massimo), dal talent show Amici, per parlare ai giovani il linguaggio dei giovani, nel giorno della festa dei lavoratori. Polemizza il gruppo consigliare del Pd contro il mancato coinvolgimento dei sindacati nell'organizzazione del cartellone del Comune, come già lo scorso anno. «Il Primo maggio a Pescara era una festa entrata nella tradizione grazie al centrosinistra -dice Moreno Di Pietrantonio, Pd -, giornata di grande musica e riflessione sulle problematiche del lavoro. Il Primo maggio nasce come momento di lotta dei lavoratori e non si capisce come questa amministrazione possa festeggiarlo senza i rappresentanti dei lavoratori. E' una festa senz'anima, il concerto del giovane Napolitano poteva esserci in qualsiasi altro momento. I sindacati non sono stati neanche interpellati».