| |
|
| |
Pescara, 14/04/2026
Visitatore n. 753.130
|
|
|
|
|
|
|
01/05/2011
Il Centro
|
Asse attrezzato, pedaggio nel caos. Doveva scattare da oggi, ma l'Anas avverte: mancano le regole |
|
PESCARA. Da oggi, 300mila automobilisti che percorrono ogni giorno l'Asse attrezzato avrebbero dovuto cominciare a pagare il pedaggio. Ma le previsioni iniziali del governo non sono state rispettate. La stangata annunciata nel 2010 con una manovra è bloccata. E' passato oltre un anno e non si sa ancora quando scatterà. La situazione è talmente confusa che né l'Anas, né la società Strada dei parchi, titolare delle autostrade abruzzesi A24 e A25, sono in grado di dire quando potrà essere introdotto il contestatissimo balzello, oggetto di una battaglia legale avviata dal presidente della Provincia di Pescara Testa e dal sindaco di Roma Alemanno. Nel frattempo, l'Anas ha già assegnato l'appalto per la realizzazione di un avveniristico sistema di pagamento del pedaggio tramite telerilevamento, cioè con l'utilizzo delle telecamere per individuare il passaggio dei veicoli. Ma i lavori non possono partire, perché mancano i provvedimenti attuativi. SERVONO TRE DECRETI Un mese fa il ministro dei Trasporti Altero Matteoli aveva incontrato una delegazione composta dai vertici degli enti locali interessati al balzello, Camera di commercio e Confindustria. In quell'occasione, aveva spiegato che per poter avviare il pedaggio sui raccordi autostradali sono necessari tre provvedimenti. Un decreto del governo che indichi con precisione le tratte da assoggettare al pagamento; un decreto ministeriale per regolamentare il sistema di tariffazione; un altro decreto per fissare le categorie che beneficeranno di sconti ed esenzioni. Finora, niente di tutto questo è stato varato. SOPRALLUOGO SULL'ASSE Matteoli aveva ipotizzato un tempo massimo di 5 mesi per dare il via al pedaggio. Un mese è già trascorso e ora è in arrivo l'estate in cui si fermerà praticamente tutto. In compenso, è stato fatto un primo sopralluogo. «Un mese fa i tecnici dell'Anas si sono recati sull'Asse attrezzato per stabilire come realizzare il sistema di telerilevamento», ha rivelato Antonio Petriello, direttore del servizio Esazione delle autostrade A24 e A25. SI' ALLE TELECAMERE Ma fonti dell'Anas fanno sapere di non poter intervenire fino a quando il ministro non prenderà una decisione definitiva sui pedaggi. «Al momento non siamo in grado di dire con certezza se verrà applicato un pedaggio sull'Asse attrezzato e quanto si pagherà», hanno avvertito. «Si parla di utilizzare un sistema Tutor simile a quello adottato dalle autostrade austriache», ha spiegato Petriello. Si dovranno acquistare carte prepagate, da applicare ai parabrezza, che verranno lette da apposite telecamere installate agli ingressi e alle uscite dell'Asse attrezzato. Un sistema che può andare bene per i residenti, ma non certo per gli automobilisti provenienti da altre zone dell'Abruzzo, o da altre regioni. ALTRE AZIONI LEGALI La battaglia legale, intrapresa dalla Provincia per tentare di bloccare la stangata, non si è fermata. Testa ha annunciato che domani incontrerà l'avvocato Giorgio Fraccastoro, il legale che ha curato il ricorso al Tar, per studiare altre azioni. «Attendo che altri enti o realtà locali si uniscano a noi in questa battaglia, come ha fatto Confindustria», ha detto Testa. Il primo risultato positivo è stato raggiunto il 29 luglio dell'anno scorso, quando il Tar ha accolto, in via cautelare, il ricorso della Provincia bloccando il pedaggio già introdotto dal primo luglio. Il 3 agosto, il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta dell'Anas e della presidenza del Consiglio dei ministri di intervenire sulla controversa vicenda. Il primo settembre, il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del Tar. Il 21 febbraio di quest'anno, il Tar del Lazio si è pronunciato, annullando il decreto del presidente del Consiglio del 25 giugno 2010 in cui erano stati indicati i raccordi da assoggettare ai pedaggi. Tre giorni fa, il governo si è rivolto all'avvocatura dello Stato per far partire un nuovo ricorso contro lo stop del Tar.
Asse attrezzato, pedaggio nel caos Doveva scattare da oggi, ma l'Anas avverte: mancano le regole ANDREA BENE
PESCARA. Da oggi, 300mila automobilisti che percorrono ogni giorno l'Asse attrezzato avrebbero dovuto cominciare a pagare il pedaggio. Ma le previsioni iniziali del governo non sono state rispettate. La stangata annunciata nel 2010 con una manovra è bloccata. E' passato oltre un anno e non si sa ancora quando scatterà. La situazione è talmente confusa che né l'Anas, né la società Strada dei parchi, titolare delle autostrade abruzzesi A24 e A25, sono in grado di dire quando potrà essere introdotto il contestatissimo balzello, oggetto di una battaglia legale avviata dal presidente della Provincia di Pescara Testa e dal sindaco di Roma Alemanno. Nel frattempo, l'Anas ha già assegnato l'appalto per la realizzazione di un avveniristico sistema di pagamento del pedaggio tramite telerilevamento, cioè con l'utilizzo delle telecamere per individuare il passaggio dei veicoli. Ma i lavori non possono partire, perché mancano i provvedimenti attuativi. SERVONO TRE DECRETI Un mese fa il ministro dei Trasporti Altero Matteoli aveva incontrato una delegazione composta dai vertici degli enti locali interessati al balzello, Camera di commercio e Confindustria. In quell'occasione, aveva spiegato che per poter avviare il pedaggio sui raccordi autostradali sono necessari tre provvedimenti. Un decreto del governo che indichi con precisione le tratte da assoggettare al pagamento; un decreto ministeriale per regolamentare il sistema di tariffazione; un altro decreto per fissare le categorie che beneficeranno di sconti ed esenzioni. Finora, niente di tutto questo è stato varato. SOPRALLUOGO SULL'ASSE Matteoli aveva ipotizzato un tempo massimo di 5 mesi per dare il via al pedaggio. Un mese è già trascorso e ora è in arrivo l'estate in cui si fermerà praticamente tutto. In compenso, è stato fatto un primo sopralluogo. «Un mese fa i tecnici dell'Anas si sono recati sull'Asse attrezzato per stabilire come realizzare il sistema di telerilevamento», ha rivelato Antonio Petriello, direttore del servizio Esazione delle autostrade A24 e A25. SI' ALLE TELECAMERE Ma fonti dell'Anas fanno sapere di non poter intervenire fino a quando il ministro non prenderà una decisione definitiva sui pedaggi. «Al momento non siamo in grado di dire con certezza se verrà applicato un pedaggio sull'Asse attrezzato e quanto si pagherà», hanno avvertito. «Si parla di utilizzare un sistema Tutor simile a quello adottato dalle autostrade austriache», ha spiegato Petriello. Si dovranno acquistare carte prepagate, da applicare ai parabrezza, che verranno lette da apposite telecamere installate agli ingressi e alle uscite dell'Asse attrezzato. Un sistema che può andare bene per i residenti, ma non certo per gli automobilisti provenienti da altre zone dell'Abruzzo, o da altre regioni. ALTRE AZIONI LEGALI La battaglia legale, intrapresa dalla Provincia per tentare di bloccare la stangata, non si è fermata. Testa ha annunciato che domani incontrerà l'avvocato Giorgio Fraccastoro, il legale che ha curato il ricorso al Tar, per studiare altre azioni. «Attendo che altri enti o realtà locali si uniscano a noi in questa battaglia, come ha fatto Confindustria», ha detto Testa. Il primo risultato positivo è stato raggiunto il 29 luglio dell'anno scorso, quando il Tar ha accolto, in via cautelare, il ricorso della Provincia bloccando il pedaggio già introdotto dal primo luglio. Il 3 agosto, il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta dell'Anas e della presidenza del Consiglio dei ministri di intervenire sulla controversa vicenda. Il primo settembre, il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del Tar. Il 21 febbraio di quest'anno, il Tar del Lazio si è pronunciato, annullando il decreto del presidente del Consiglio del 25 giugno 2010 in cui erano stati indicati i raccordi da assoggettare ai pedaggi. Tre giorni fa, il governo si è rivolto all'avvocatura dello Stato per far partire un nuovo ricorso contro lo stop del Tar.
|
|
|
|
|