«Non rispetta l'accordo su Sviluppo Italia Abruzzo»
PESCARA. «Estremo disappunto» è stato espresso ieri dai sindacati «per la trasmissione a tutti i dipendenti di Sviluppo Italia Abruzzo Spa delle lettere di licenziamento, con efficacia dalla del 29 aprile, proprio alla vigilia della festa del 1º maggio».
Un'azione «assolutamente inopportuna in considerazione che la difficile e lunga trattativa si era conclusa, positivamente, per l'importante cessione dell'azienda, Sviluppo Italia Abruzzo del Gruppo Invitalia, ad Abruzzo Sviluppo Spa, società a capitale regionale, grazie all'intensa e proficua trattativa effettuata congiuntamente dalle parti».
Nonostante questo, notano i sindacati «si assiste al primo gravissimo evento di licenziamento collettivo, nella società Invitalia, a totale capitale pubblico, in una regione già fortemente penalizzata da eventi drammatici e da una situazione economica, sociale ed occupazionale di assoluta emergenza. Le motivazioni dei licenziamenti addotte da Invitalia Spa non sono veritiere poiché le lavoratrici ed i lavoratori di Sviluppo Italia Abruzzo non sono stati messi in grado di poter accettare, legittimamente, quanto tutti i sindacati e la società acquirente, Abruzzo Sviluppo Spa, avevano concordato con un apposito accordo, siglato il 26 aprile u.s.; l'unica vera preoccupazione della totalità dei dipendenti era e rimane sono solo quella di costruire un loro futuro occupazionale».
Per questo le segreterie regionali di categoria e confederali, chiedono l'intervento della Regione Abruzzo «affinché si giunga all'immediata revoca dei singoli licenziamenti, poiché certi che esistano le condizioni per giungere, in tempi brevi, ad una soluzione condivisa e definitiva».
La presa di posizione dei sindacati è una risposta alle motivazioni addotte dall'amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri, secondo il quale «l'auspicato trasferimento di Sviluppo Italia Abruzzo» alla Regione «non è potuto avvenire per una incomprensibile presa di posizione dei dipendenti e dei loro rappresentanti sindacali aziendali, che si sono rifiutati di sottoscrivere un accordo teso a permettere la cessione della società alla Regione per il tramite di Abruzzo Sviluppo».
IL licenziamento ha interessato 19 dipendenti delle sedi di Sulmona, Avezzano, Mosciano Sant'Angelo e L'Aquila. La Regione aveva votato per l'acquisizione del cento per cento delle quote di Sviluppo Italia Abruzzo, che era stata già deliberata dal consiglio regionale con un provvedimento legislativo del 22 aprile scorso. L'accordo prevedeva l'acquisizione per 1 euro della società Sviluppo Italia Abruzzo da parte della regione nell'ambito del progetto di razionalizzazione e riorganizzazione delle società regionali e a partecipazione regionale.