PESCARA - Nessuna frizione nessuna polemica. Un decreto tecnico, manda a dire Gianni Chiodi dalle vacanze con l'intento di placare il malcontento suscitato dall'atto con cui precisa che la sub commissaria alla Sanità dovrà avvalersi di tutte le strutture regionali. Un atto necessario per rimettere in moto il lavoro dopo le accuse di «incompetenza» mosse dalla Baraldi ai dirigenti regionali. «Un decreto di natura tecnica, non un atto che limita poteri e parole di nessuno, ma che ribadisce la necessità e l'opportunità di confronti sereni e costruttivi. Con questo decreto ho inteso stabilire - spiega Chiodi - con maggiore chiarezza, le funzioni della Struttura commissariale e quelle degli uffici regionali, ribadendo che le une devono lavorare in sinergia con le altre. Va da sé che il risultato finale è merito o demerito di tutte, coralmente». Proprio così, la Baraldi sarà responsabile della competenza o dell'incompetenza: questa l'abile mossa concepita dal presidente. Che dal canto suo conferma «la piena e totale fiducia nella Baraldi trovatasi a co-gestire una situazione difficilissima». Ma ce n'è anche per i dirigenti insultati: «Plaudo all'impegno della Direzione Sanità della Regione e di tutte le Asl per il duro carico di lavoro che stanno sostenendo. Un quadro quanto mai complesso - riconosce il Commissario - in cui, a volte, anche la normale dialettica può assumere contorni forti. Nulla che non si possa risolvere con il semplice buon senso». Complimenti e buon lavoro a tutti, quindi, e scordiamoci il passato.
Di sanità si parla in consiglio regionale all'Aquila con il consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini che punta il dito sui malati psichiatrici di Azienda agricola. Ruffini ha chiesto l'intervento della commissione parlamentare d'inchiesta del senatore Ignazio Marino. «Nessuno vuole prendersi cura dei pazienti della struttura psicoriabilitativa denominata Azienda Agricola che ospita 35 pazienti psichiatrici - spiega Ruffini - Dopo la revoca dell'accreditamento disposta da Chiodi il destino per queste persone è sempre più grigio e pieno di incertezze». In aula viene poi approvata la proposta di legge sulla responsabilità degli amministratori. «La Regione Abruzzo vuole diventare leader nella lotta contro il malaffare», dice Ricardo Chiavaroli, che ha presentato la legge sul «Modello organizzativo» che introduce la responsabilità personale per gli amministratori pubblici e per gli enti strumentali della Regione. «Tale legge - spiega Chiavaroli - deriva da una disposizione legislativa nazionale in materia di responsabilità per gli amministratori e fornisce un importante contributo affinchè gli enti e le società regionali operino ancora di più secondo i principi di correttezza e trasparenza». Il progetto di legge quindi introduce nell'ordinamento il principio di «responsabilità amministrativa e penale» delle imprese e società dotate o no di personalità giuridica per alcuni tipi di reato come quelli contro la pubblica amministrazione, reati societari, illeciti legati al crimine internazionale organizzato. Previste sanzioni di natura pecuniaria o interdittiva, ma le società o gli enti potranno non rispondere del reato commesso nel caso in cui sia stato istituito un organismo di vigilanza col compito di sorvegliare e monitorare le procedure. «Quindi - spiega Chiavaroli - non si verrà sottoposti alle sanzioni se si prova che l'organo dirigente ha adottato i modelli di organizzazione utili a prevenire i reati».
All'interno del disegno di legge è stato inserito un emendamento che esenta le società di trasporto dal rispetto del patto di stabilità. La proposta ha avuto come primo firmatario l'assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, ed è stata sottoscritta da tutti i capigruppo.
E sempre ieri in consiglio regionale, in seguito alle dimissioni di Luciano Terra dall'ufficio di presidenza, al suo posto è stato eletto Paolo Palomba dell'Italia dei valori, con 26 sì e 8 schede bianche.