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Pescara, 14/04/2026
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Data: 04/05/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi: sì alla mozione Bossi. Stop della Nato: niente date. Gelo del Colle con il governo: così si assumono le loro responsabilità

Vertice senza Senatùr sulla fine dei raid, oggi il voto della Camera

ROMA - Con un'intesa tra Pdl e Lega e il gruppo dei Responsabili sulla mozione Libia, che verrà votata oggi alla Camera, si è concluso il vertice di maggioranza durante cui ieri mattina Silvio Berlusconi ha confessato le sue preoccupazioni «per possibili azioni terroristiche» da parte di Gheddafi, avendo «cinque figli e tanti nipoti». Se il Carroccio, attraverso il capogruppo Marco Reguzzoni, esprime soddisfazione (un po' meno Umberto Bossi che ha disertato la riunione, salvo poi dichiarare con sicurezza: «Passa la mozione della Lega e la voterà anche Berlusconi perché a noi va bene e a lui non va male»), il Cavaliere ha preparato il terreno «pacifista» illustrando sondaggi contro la guerra. Ma sui due punti che fanno da pilastro al documento, l'indicazione della durata della missione (la mozione impegna il governo a fissare «un termine temporale certo, da comunicare al Parlamento, entro cui concludere le azioni mirate contro specifici obiettivi militari, da determinare in accordo con le Organizzazioni internazionali e i Paesi alleati») e dove attingere le risorse necessarie per la spedizione e i raid («no ad aumenti della pressione tributaria finalizzati al finanziamento della missione»»), si adombrano le prime perplessità. Soprattutto arriva il secco altolà della Nato. Un portavoce, il vice-ammiraglio Rinaldo Veri, responsabile delle attività marittime di Unified Protector, ha risposto a stretto giro: «La missione durerà il tempo che sarà necessario». Dal Quirinale nessun commento, salvo trapelare gelo e la considerazione che «si prenderanno le loro responsabilità».
Ma quello dei tempi certi non è l'unico punto controverso sul quale hanno battuto le opposizioni. C'è anche quello relativo ai costi, che dovranno prevedere «un alleggerimento dell'impegno in Afghanistan e Libano», come spiega Luciano Sardelli dei Responsabili, per evitare ulteriori aumenti della pressione fiscale. E' stato aggiunto che si varerà un piano «di razionalizzazione delle missioni già in corso da attuarsi in accordo con le Organizzazioni internazionali ed i Paesi alleati, attraverso una graduale e concordata riduzione degli impegni del nostro Paese». Inoltre c'è timore che con la guerra aumentino le «ondate migratorie» dal Nord Africa. La Russa non ha tardato a giudicare questa come «una sciocchezza, lo capiranno anche gli amici della Lega».
Ma se le correzioni verranno votate oggi, bisognerà fare i conti, successivamente, con una richiesta che arriva dagli insorti libici in guerra con Gheddafi: la loro economia rischia di crollare se, nei prossimi mesi, Francia, Italia e Stati Uniti non accorderanno loro crediti per 3 miliardi di dollari. Ali Tarhoni, ministro dell'Economia del Cnt, ha avvertito che i ribelli hanno trovato un accordo con le potenze straniere con cui si incontreranno domani a Roma in occasione del vertice del gruppo di contatto con Hilary Clinton.
Mentre Berlusconi nel corso della riunione di ieri ha negato di essersi inginocchiato davanti a Sarkozy («Non è vero che abbiamo ceduto alla Francia, noi abbiamo difeso le nostre posizioni e i francesi hanno promesso di prendere con noi una posizione netta a Bruxelles»), in quelle stesse ore Bossi si trovava a Gallarate dove la Lega corre da sola alle amministrative contro il Pdl. Poi, in serata, nel corso di una cena al Senato, ha rincarato: «Non si può vincere al 100%».
Che tutto possa filare liscio in Aula, oggi a mezzogiorno al voto delle mozioni (vi sono anche quelle di Pd, Terzo Polo e Idv), non è dunque scontato. Le tensioni affiorate anche sul decreto di Tremonti su Parmalat (con 35 assenze nella maggioranza) lasciano intendere che la tempesta non è passata. Anche se per Fabrizio Cicchitto, Pdl, tutti «i problemi sono superati». Spiegando che sui termini della durata della missione «discuteremo in sede Nato. D'altra parte, tutte le missioni hanno avuto il problema di veder definiti i loro limiti e tempi, proprio per evitare che i bombardamenti si possano fare a tempo indefinito». E La Russa in serata ha aggiunto: «Con la Nato è stato concordato che nel comando ci sono due ufficiali italiani con un metaforico cartellino rosso. Se le operazioni non ci sembrano in sintonia con la volontà di impedire che i civili vengano colpiti, gli aerei italiani non partecipano a quella missione».

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