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Pescara, 14/04/2026
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05/05/2011
Il Messaggero
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Errori nei Cud dell'Inps da rifare migliaia di 730. «Pubblicato troppo tardi l'aumento delle aliquote dell'addizionale sull'Irpef dallo 0,5 allo 0,9 per cento» |
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Un guaio non da poco. Un errore nei Cud spediti dall'Inps per la denuncia dei redditi 2011 ha regalato a decine di migliaia di pensionati romani una bruttissima gatta da pelare. Tutto nasce dalla decisione del Comune era lo scorso ottobre di aumentare l'addizionale sull'Irpef dallo 0,5 allo 0,9 per cento. Il provvedimento è stato pubblicato dall'Agenzia delle Entrate solo a fine dicembre e l'istituto nazionale della previdenza non ha fatto in tempo a modificare, elevandole, le somme indicate alla voce «Anticipo per il 2011». Nessuno ha detto nulla per mesi e così i contribuenti, il Cud in mano, la buona fede dalla loro, ignari di tutto, hanno presentato al Fisco un 730 che ora dovranno far rettificare senza perdere un minuto. Lunedì scorso, 2 di maggio, l'Inps si è decisa a divulgare la notizia sul sito internet. Ma tantissimi anziani non hanno dimestichezza con i computer e la voce della protesta, un tam-tam vecchi tempi, è salita direttamente dai centri di assistenza fiscale. «All'inizio non ci credevo dice Franco Simonetti, una delle tante vittime del pasticcio Ma è proprio così. Il Cud che mi aveva spedito l'Inps a casa era sbagliato relativamente a quella voce. Sono dovuto tornare al Caaf di corsa a rifare la denuncia. Sol lì ho capito che c'erano centinaia di persone nella mia stessa situazione». Migliaia di romani non immaginano neppure di aver ricevuto un documento viziato. «Parecchia gente dice un usciere al Caaf della Cgil di via Goito vicino a Termini sta venendo qui a far correggere i 730. Ma quanti siano i Cud sbagliati in giro non lo sa nessuno. Boh. È una di quelle cose così». I pensionati Inps nella Capitale sono circa trecento mila. Il Cud, per chi non lo ricordasse, è il documento che attesta i redditi ricevuti (e le imposte già versate) nell'anno fiscale precedente a quello in cui si fa la denuncia. «I modelli dice una funzionaria alla sede Inps di San Giovanni vengono preparati a livello centrale con mesi di anticipo e spediti verso febbraio. Ma la decisione del Comune di Roma è stata comunicata con tale ritardo che non c'è stato il tempo materiale per correggere gli errori. Cosa potevamo farci?». La macchina, insomma, era in moto e l'Inps il pachiderma più pachiderma che c'è ha potuto ben poco per fermarla. L'invio di una parte dei Cud è stata bloccata all'ultimo secondo e ora i cittadini hanno capito il perché del ritardo. Ma il calcolo dell'anticipo sull'addizionale comunale è, nella stragrande maggioranza dei casi, inesatto e ora l'onere di rimediare al pasticcio ricade sui contribuenti. Il che, essendoci tanti anziani di mezzo, significa sui loro familiari o sulle persone che gli danno una mano. «Bisogna andare di corsa ai Caaf aggiungono all'Inps Chi ha fatto la denuncia dei redditi chieda la correzione. Chi non l'ha fatta aspetti il documento corretto». Il moloch dell'Erario, così lesto a chiedere, non ha sentito alcun bisogno di avvertire i pensionati delle nubi che si stavano addensando all'orizzonte. Tutti zitti finché non è stato chiaro che la cosa era diventata il classico segreto di Pulcinella. Tanti, peraltro, sono sospesi nell'incertezza: non sanno (e come potrebbero?) se il Cud che hanno ricevuto contiene una trappola o no. Un modo empirico c'è. «Bisogna guardare l'acconto indicato nel Cud 2010 aggiungono all'istituto Si è passati dallo 0,5 allo 0,9. Quindi se l'importo non è quasi raddoppiato rispetto a quello dell'anno scorso è chiaro che c'è un errore». Così, a naso, secondo tradizione.
«Pubblicato troppo tardi l'aumento delle aliquote dell'addizionale sull'Irpef dallo 0,5 allo 0,9 per cento»
Non vi sentite un po' in colpa? «Onestamente no. Ci dispiace tantissimo per i disagi dei cittadini. Ma da parte nostra, mi creda, abbiamo fatto l'impossibile. Non c'erano i tempi tecnici per correggere i Cud». Probabilmente Gabriele Uselli, il direttore centrale delle pensioni Inps, sapeva che prima o poi la bomba sarebbe esplosa e non sembra sorpreso che alla fine sia accaduto. Ma come ha fatto l'Inps a mandare i Cud sbagliati a migliaia di pensionati romani?«Molto semplice. Il Comune di Roma ha deciso di variare l'addizionale comunale sull'Irpef a ottobre 2010. Ma il provvedimento è stato pubblicato sul sito dell'Agenzia delle Entrate solo il 29 dicembre. I Cud per la denuncia dei redditi ormai erano pronti e non c'era più nulla da fare». Possibile che non abbiate potuto correggerli? «Facciamo partire quindici milioni di Cud all'anno. Bisogna prepararli in anticipo. I numeri sono quello che sono». Non potevate almeno avvertire i centri di assistenza fiscale? «Ufficiosamente è stato fatto». Il che non ha evitato il pasticcio «Pasticcio mi pare una parola un po' eccessiva. Abbiamo corretto i Cud e li abbiamo rispediti proprio per evitare problemi ai pensionati. Se le denunce dei redditi fatte in base ai documenti sbagliati non venissero rettificate, i contribuenti subirebbero, a fine anno, un conguaglio più pesante. Con il rischio di pagare due volte la stessa somma». Pure! «Certo. I Caaf sanno bene che il Comune di Roma ha elevato l'aliquota dallo 0,5 allo 0,9 per cento. Perciò calcolano l'anticipo sull'addizionale Irpef dovuta per il 2011 anche a prescindere dal Cud. Ma se l'Inps non sapesse che il prelievo è stato già operato correttamente, attraverso la rettifica dell'importo originario, a fine anno non potrebbe che trattenere la somma sulla pensione». Facciamola semplice: cosa deve fare chi ha presentato il modello 730? «Farlo correggere in base al Cud corretto. La spedizione è stata già completata». E chi non ha fatto la denuncia? «Deve aspettare il nuovo documento. Sta arrivando a tutti gli interessati». E quanti sono? «A Roma tanti. Ma non tutti. Quelli che di solito non fanno la denuncia dei redditi non devono fare assolutamente nulla».
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