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Pescara, 14/04/2026
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Data: 05/05/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso lo sciopero generale del 6 maggio - Persi oltre 15mila posti la provincia si mobilita. Il corteo aperto dalle operaie della Golden Lady

LANCIANO - Per la provincia di Chieti, si terrà a Lanciano la manifestazione di protesta nell'ambito dello sciopero generale di otto ore proclamato per domani dalla Cgil. In città è previsto l'arrivo di una quindicina di pullman, più tanti mezzi privati, per un totale di circa 3 mila lavoratori. Ad aprire il corteo saranno le operaie della Golden Lady di Gissi, che stanno vedendo sfumare le varie ipotesi che si erano fatte per tentare la riconversione dell'azienda, che è un po' il simbolo abruzzese della crisi del tessile. Le motivazioni dello sciopero, con riferimenti dettagliati sulla situazione nella nostra provincia, e sulle sue modalità, sono state illustrate ieri mattina, in conferenza stampa, dal segretario provinciale della Cgil, Michele Marchioli, e altri esponenti dello stesso sindacato: Nicola Di Matteo, Marco Di Rocco, Davide Labbrozzi.
«Tra il 2009 e 2010 - dice Marchioli - in provincia di Chieti sono stati persi 15 mila posti di lavoro e altri 2.500 sono a rischio per il 2011. Eppure abbiamo aree, come la Val di Sangro, fortemente industrializzate. C'è stato un calo del 30 per cento dei redditi da lavoro dipendente, sono calati i consumi, sono aumentati gli infortuni sul lavoro». Marchioli, quindi, dati alla mano, disegna un quadro "nero" delle varie aree della provincia. «A Ortona - sottolinea - ha chiuso la Sambutensili; c'è la crisi della "Alimonti"; 32 aziende dell'indotto dell'industria petrolifera, con circa 1.000 occupati, attraversano momenti difficili. In Val Sinello, c'è il caso della Golden Lady, con 382 dipendenti, dal 4 aprile scorso, in cassa integrazione in deroga; in crisi pure la Robotek e la Tecnolamiere. Nel Vastese, la Denso risente della situazione giapponese del dopo terremoto e qualche azienda dell'indotto inizia a soffrire. In Val di Sangro, non si chiarisce quale sarà il futuro della Sevel. E spostando lo sguardo sulla sanità, ogni anno ci sono 400 lavoratori in uscita che non vengono rimpiazzate». Marchioli ha anche illustrato i punti salienti nazionali che sono alla base dello sciopero della Cgil: dall'economia bloccata alla disoccupazione giovanile, dalla scuola alla sanità.
Il raduno dei manifestanti ci sarà alle 9.30 in piazzale Sant'Antonio. Il corteo attraverserà viale Rimembranze, via Luigi de Crecchio, corso Bandiera, corso Trento e Trieste, fino a raggiungere Piazzale della Stazione, dove si concluderà con gli interventi dei delegati e del segretario nazionale della Cgil Trasporti, Franco Nasso. I sindacalisti rivolgono pure un appello di cittadini per lasciare sgombre dalle auto le strade interessate al passaggio del corteo. Il Circolo di Rifondazione Comunista di Lanciano annuncia non solo la propria adesione allo sciopero, ma fa appello ai lavoratori per una massiccia partecipazione. E aggiunge Rifondazione: «Per quanto riguarda la Sevel, che ha aumentato la produzione con la conseguente istituzione del sabato lavorativo, siamo per il reintegro dei 1.400 precari abruzzesi, che in questi anni la Fiat non ha più fatto lavorare, e per salvaguardare il contratto nazionale di lavoro, senza che i contratti separati di Pomigliano e Mirafiori siano applicati anche in Sevel: per questo appoggiamo gli scioperi contro gli straordinari dei sabati lavorativi».

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