PESCARA. Quarantenni, professionisti, amministratori, uno gestisce la piazza più grande della Provincia e l'altro quella più ghiotta del Comune: sono Testa e Mascia, gli amici a duello per il porto.
«Il porto è una priorità e io, presidente della Provincia, mi propongo come commissario per il fiume», dice Guerino Testa suggerendo a Luigi Albore Mascia il ruolo di spalla, quello di commissario per il porto. Ma il sindaco di Pescara declina: «Occorrono figure tecniche, non politiche, ci pensi il ministero». Offerta rifiutata e la collaborazione tra Testa e Mascia, tra Provincia e Comune, che frana sul porto in agonia, sull'emergenza dragaggio, sul nodo centrale della città. «Occorrono competenze tecniche», fa il primo cittadino, «il fiume riguarda quasi tutti i problemi della città», ribatte il presidente della Provincia.
Chi invade il campo dell'altro? E' recente che i due amministratori di centrodestra - sciarpe del Pescara al collo fuori dai palazzi e posti vicini allo stadio - inizino a beccarsi: è accaduto per il porto, per una vicenda di vecchi affitti da riscuotere ma scaramucce ci sono state anche per la destinazione del calice di Toyo Ito che Testa vorrebbe preservare in un museo e Mascia vorrebbe levarsi dai piedi.
Pescaresi, Mascia e Testa sono quasi coetanei: il primo ha 46 anni e il secondo ne ha 41 anni, il sindaco è laureato di Giurisprudenza e l'altro in Economia. Il timone delle amministrazioni si è aperto per ambedue nel 2009 quando sono stati eletti andando d'accordo per quasi due anni: sempre seduti vicini alle cerimonie pubbliche, firmando accordi insieme, spesso solidali nelle battaglie, pestandosi i piedi quando di mezzo c'è Pescara.
E' accaduto per il porto nel corso del programma tv Rete8 Economy e, più in sordina, per affitti non pagati dal Comune. «La nomina del commissario deve essere una priorità anche dal punta di vista temporale», ha ribadito il presidente della Provincia, ma il sindaco l'ha richiamato: «Il presidente dimentica che la figura di Adriano Goio sarebbe incardinata nell'ambito di poteri che l'architetto già possiede per il bacino fluviale del Pescara».
Nell'ultimo mese, la Provincia ha deciso di portare in tribunale il Comune per riscuotere gli affitti non pagati per i locali del Centro per l'impiego in via Passolanciano. Testa vuole 847.653 euro, soldi che il Comune ha già detto che non ha intenzione di sborsare.
Attriti nuovi che vanno a rompere l'idillio di accordi sottoscritti tra Provincia e Comune e la condivisione della lotta contro il pedaggio dell'Asse attrezzato quando il presidente Testa diceva all'amico sindaco: «Facciamo fronte comune».