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Pescara, 14/04/2026
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Data: 06/05/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Lo sciopero generale del 6 maggio - Sciopero generale Cgil, oggi l'Abruzzo si ferma

PESCARA - Barricate alzate per dire basta a una crisi che continua a macinare redditi e posti di lavoro, e per suonare la sveglia alla politica, alle istituzioni. Così la Cgil scende in piazza oggi, con uno sciopero generale di otto ore e con presìdi attrezzati stamattina nelle province, nei quattro polmoni della regione in affanno: a Lanciano, Teramo, Sulmona e Pescara.
I quattro cortei sfileranno per le città, per poi arrivare al dibattito pubblico nelle piazze-cuore. «In Abruzzo scioperiamo perchè siamo gli ultimi e gli unici -dice Gianni Di Cesare, numero uno della Cgil Abruzzo- : veniamo da un lungo periodo in cui siamo stati ultimi per Pil; siamo gli ultimi sul fronte delle infrastrutture; abbiamo il primato per debito pubblico; e siamo unici perchè abbiamo avuto il terremoto». Come dire: la già compromessa situazione di partenza, e gli effetti del terremoto, hanno lasciato cicatrici grandissime nel drammatico appuntamento con la crisi economica internazionale. «Le conseguenze sono sull'occupazione -precisa Di Cesare- : tra il 2008 e il 2010 abbiamo perso 16mila occupati; quasi 38mila le persone con sostegni da cassa integrazione, disoccupazione, mobilità. Una situazione drammatica: servono interventi dal Governo, l'Abruzzo deve avere uno spazio a sé nel piano del Mezzogiorno che, così com'è, ci taglia fuori».
Ma uno degli altri cardini della mobilitazione della Cgil, quando le fila del lavoro continuano a perdere pezzi, è quello di puntare, ovvero di investire, su settori ad alta capacità di occupazione: «Scuola, assistenza sociale, infrastrutture di città -dice Di Cesare- , in Abruzzo anche la riorganizzazione dell'industria è prioritaria, anche perché a Teramo e Chieti senza industria non si va da nessuna parte».
Per un lavoro più buono e più sicuro, la sfida è poi riorganizzare il sistema del precariato, e reinserire l'obbligo per le imprese di comunicare l'assunzione qualche giorno prima che il lavoratore prenda servizio. «Il lavoro nero è una spina, in Abruzzo -avverte Di Cesare- : guarda caso spesso i lavoratori sono risultati assunti proprio nel giorno di un incidente». Ma la premessa obbligata, che la Cgil lancia all'agenda del Governo, è recuperare risorse dove ci sono, tassando grandi patrimoni e con la lotta all'evasione, per restituire reddito ai lavoratori attraverso la detassazione e per indirizzarli allo sviluppo.
Per una diversa politica economica e sociale di Governo e amministrazioni locali, i lavoratori della Cgil incrociano oggi le braccia per otto ore, e scendono in piazza. A Lanciano il corteo prende il via alle 9,30 da piazzale Sant'Antonio per arrivare alle 11,30 a Piazza del Plebiscito; a Teramo l'appuntamento è alle 9 a Largo Madonna delle Grazie per il via al corteo che precederà il comizio; la manifestazione provinciale dell'Aquila si svolgerà a Sulmona, con ritrovo alle 9,30 a viale Mazzini (Porta Napoli): qui, l'attenzione sarà puntata su un affanno drammaticamente rimpolpato all'Aquila dal sisma. Tra le richieste che partiranno dalla piazza ci sono l'inserimento della provincia fra le zone europee dell'Obiettivo-Convergenza, nonché la ricostruzione dell'Aquila e dei comuni del cratere superando la gestione commissariale. A Pescara il corteo, che alzerà la voce anche sul disagio sociale di una crisi coadiuvata da un welfare a singhiozzo, si troverà alle 9 a piazza Italia per arrivare alle 11 a piazza Sacro Cuore. Ad appoggiare la manifestazione ci sono Pd (con i consiglieri regionali D'Amico, Di Pangrazio, Ruffini e Sclocco), Prc, PdCI, Sel, Idv con la partecipazione annunciata ai quattro cortei dei vertici di partito provinciali e regionali. Saranno presenti, anche loro, per alzare la guardia sui diritti negati del lavoro, precarietà, sicurezza, sviluppo economico di una regione in affanno.


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