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Data: 06/05/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Sviluppo, ecco le misure Fisco meno «aggressivo» e incentivi per il Sud

ROMA. Nuovo piano casa, assunzione di 65mila precari della scuola in tre anni, privatizzazione delle spiagge, crediti d'imposta per chi invste in ricerca e assume donne nel Sud. E sanzioni per gli ispettori del fisco che controllano le imprese in modo troppo meticoloso. Il decreto sviluppo varato varato ieri dal consiglio dei ministri non «graverà» sui conti pubblici annuncia Berlusconi. Ma per l'opposizione si tratta di decisioni pre elettorali perché, dice Bersani «si sviluppano solo i sottosegretari». Dura la critica delle Regioni che, con il presidente Vasco Errani, parlano di «scelte unilaterali».
Le linee guida del decreto sono quelle già note. Per lo sviluppo prevede un credito d'imposta per chi investe in ricerca e per quelle aziende che assumono donne nel Mezogiorno nei settori dove è più marcato il divario occupazionale uomo-donna. Per chi assume lavoratori svantaggiati 12 mesi dopo l'emanazione del decreto è prevista la defiscalizzazione del 50% dei costi salariali.
Sarà senza oneri, precisa Tremonti, la stabilizzazione nel triennio di 65mila precari della scuola, tra docenti e personale Ata. Il piano «è un primo passo» sottolinea Mimmo Pantaleo, segretario Flc Cgil, che ricorda come sia possibile «combinando copertura di posti liberi e turn over coprire a costo zero 100mila assunzioni». Ma nel decreto resta «una norma odiosa», conclude il sindacalista, che impedisce ai precari di ottenere la conversione del posto di lavoro da determinato a indeterminato. Nel decreto è previsto un fondo per finanziare gli studenti meritevoli.
C'è quindi il capitolo delle sanzioni previste per chi «esagera» nei controlli fiscali. Dopo l'approvazione del decreto, il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha inviato una circolare ai dipendenti invitati a non commettere «soprusi» o «vessazioni» nei controlli, richimandoli al rispetto di un «rapporto leale, serio e rispettoso» con i contribuenti. In pratica, spiega Befera interpretando il ministro, «se un accertamento non ha un solido fondamento non va fatto e se da una verifica non emergono fatti da contestare non è corretto cercare a ogni costo pseudo infrazioni da contestare». Tra le altre misure: la possibilità di rinegoziare i mutui dal variabile al fisso, il noleggio facile per gli yacht, il silenzio assenso sul piano casa, l'affidamento senza gara degli appalti entro il milione di euro, la carta d'identità decennale con tutti i dati del cittadino.
Le Regioni col presidente Vasco Errani criticano «l'atto unilaterale» deciso con il piano casa, ma contestano, insieme alle Province, anche il «centralismo» del governo e il Def, La Decisione di economia e finanza. «Attendiamo con urgenza l'atto che dà le risorse, pari a 425 milioni alle Regioni - attacca Vasco Errani - per gestire il trasporto pubblico loocale. Nel Def non c'è traccia dell'accordo sulla revisione della manovra di luglio che conteneva tagli insostenibili e che deve essere rivista per avviare il federalismo fiscale».
Anche l'opposizione attacca il decreto. Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del gruppo Pd alla Camera, si chiede «come si fa a parlare di crescita e sviluppo senza risorse. E' uno dei classici misteri pre-elettorali». Boccia definisce il decreto «un'operazione di pura propaganda». Per la Confcommercio le misure invece «vanno nella giusta direzione» mentre per il Sunia si tratta «solo di annunci e nessun atto concreto» in particlolare sul dramma degli sfratti per morosità mentre si decide di allungare il numero delle rate dei mutui «invece di ridurle». Camusso (Cgil) è severa: manca ancora la scossa all'economia, afferma, il Paese galleggia.

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