«Non poteva che finire così, con l'occupazione dei binari. Anni di istanze, esposti e continue segnalazioni di disservizi, caduti nel vuoto». E' lo sfogo dei pendolari della stazione ferroviaria di Monterotondo.
La rabbia per l'ennesimo disservizio e la preoccupazione dei pendolari è sempre più forte, la tensione è altissima. «Tutti i giorni sottostiamo a delle condizioni intollerabili - racconta Anna Rita, una residente di Monterotondo - con ritardi che equivalgono a soppressioni di corse. Le condizioni a bordo sono invivibili. Le porte sono rotte, si sale e si scende con difficoltà con grave rischio per la nostra sicurezza. Siamo tanti nei vagoni a viaggiare in piedi, troppi. Chiediamo che venga ripristinato il servizio con la massima urgenza e regolarità».
Nel corso della protesta di ieri è arrivato in stazione anche il sindaco di Monterotondo Mauro Alessandri, per cercare di placare gli animi. A lui si è affiancato anche il sindaco di Fara Sabina Vincenzo Mazzeo e un dirigente di Trenitalia con il quale è stato concordato un incontro a palazzo Orsini per oggi.
«La pulizia dei treni è pessima, anzi inesistente - continuano ancora i pendolari - spesso le porte del bagno si bloccano o restano aperte e non vengono puliti con escrementi che restano lì a stagnare, per non parlare dei sedili rotti e sporchi o delle chiazze d'acqua». Carri bestiame. E dire che proprio lì viaggiano ogni giorno 84mila persone, vanno e vengono dalla Capitale, con l'incubo del treno.