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Pescara, 14/04/2026
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Data: 08/05/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
Nomine e fiducia, Bossi ci ripensa. «Chiedo scusa a Napolitano, ha ragione lui»

ROMA - "I presidenti del Senato della Repubblica, Renato Schifani, e della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, a seguito della nota diramata nella giornata di ieri dalla Presidenza della Repubblica 1 successivamente alla firma dei decreti di nomina dei nuovi sottosegretari di Stato 2, si riservano di procedere alla convocazione delle rispettive conferenze dei Capigruppo alla immediata ripresa dell'attività parlamentare". E' quanto si legge in una nota congiunta dei presidenti delle Camere.

Ma a suonare in netta controtendenza con le reazioni, stizzite, 3 del Pdl, è la correzione di rotta della Lega. "Devo chiedere scusa al presidente Napolitano sulla faccenda dei sottosegretari, perchè ha ragione" dice Umberto Bossi - Ieri sera ho fatto un ragionamento ma poi, pensadonci qualche ora, devo dire che la questione sollevata dal Presidente ha una sua ragione, visto che ci sono tra i nuovi sottosegretari alcuni che avevano votato contro il Governo". Poco prima era stato il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli a non trovare nulla di strano nella richiesta del Colle: "E' vero che nell'ultimo voto di fiducia
quella stessa fiducia non fu votata da due di coloro che sono stati appena nominati sottosegretari". E comunque, aggiunge Bossi "non ci sono problemi di fiducia perchè il governo prenderà un sacco di voti".

E un plauso a Napolitano arriva anche per la firma del decreto sul federalismo regionale e provinciale: ""E' un uomo di parola e gli dico grazie" dice Bossi.

Dall'opposizione il segretario del Pd Pier Luigi Bersani condivide il richiamo del Colle: "Napolitano ha chiarito un punto che mi pare evidente, questa è un'altra maggioranza rispetto a quella uscita dalle elezioni. Stamattina ho letto degli accenti, anche sui giornali di famiglia di Berlusconi, francamente inaccettabili". Un riferimento diretto al Giornale la cui prima pagina dava del "comunista che non ci sta" all'inquilino del Colle.

Per Antonio Di Pietro "c'è una maggioranza in parlamento a cui non corrisponde la maggioranza degli elettori, perché Berlusconi ha comprato o ricattato i parlamentari. Ci auguriamo che al più presto si arrivi a una crisi politica e allo scioglimento delle Camere".

Belllotti: pronto ad andarmene. "Se le nomine dei nuovi sottosegretari disturbano o sono viste come atti di risarcimento non so di che, se serve alla stabilità del governo io sono pronto a rimettere senza problemi già domani il mio mandato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi": lo dice all'ANSA Luca Bellotti, che ieri ha giurato da sottosegretario al Welfare. "Se Berlusconi me lo chiede, sono pronto da domani a tornare in trincea. Non ho problemi a farlo, se serve a far calmare alcune polemiche che trovo abbastanza indegne".

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