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Pescara, 18/06/2026
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Data: 09/05/2011
Testata giornalistica: Il Centro
L'emergenza federalista per l'Abruzzo. «La meritoria società mista Fs/Sangritana rendiamola capace di farsi volano di un rapido potenziamento ferroviario» di Luciano D'Alfonso

Le riforme che vengono determinate (anche quelle di struttura, si sarebbe detto un tempo) sono rese note per definizione dalla Gazzetta Ufficiale, ma questo non significa che vengano magicamente utilizzate. Dobbiamo riconoscere che quella federalista è di sicuro una Riforma di struttura e, nella sua interezza troverà accoglienza nella Gazzetta Ufficiale. Possiamo dire che è tutto a posto? E' sufficiente la promulga di questa importante riforma in itinere, per essere - come territori - pronti e all'altezza della sfida? Sono convinto di no e cerco di spiegarmi! Il Federalismo accompagnerà una vera e propria rivoluzione competitiva, poiché la standardizzazione dei costi ammissibili (fotografati nel passato come finanze derivate, centrali e regionali) esigerà la capacità di mettersi in cammino di istituzioni, territori e comunità. Affinché tutto questo possa essere capito e funzionare, occorre che i territori si assicurino l'ultima grande opportunità infrastrutturale, che si rivelerà risorsa fondamentale durante il cammino competitivo dei tanti sistemi locali nello spazio europeo. Qui è il punto dolente.
Gli organi competenti del governo, legittimamente, stanno approntando il documento operativo di dotazione strategica delle infrastrutture, in riferimento all'allegato infrastrutturale della Delibera Cipe pubblicata il 26 aprile 2011. La nostra regione, aiutata dall'ente Regione e dalla consistente comunità degli eletti, potrebbe concentrarsi nello stabilire un'agenda credibile di priorità e su questa aprire una vertenza degna di questo nome. Le vertenze, anche per i livelli istituzionali, si concludono positivamente se hanno la qualità per impegnare tutti i soggetti capaci di premura collettiva, all'unica condizione di attivare una potentissima piattaforma di priorità per convincere il centro delle reali necessità dei territori. Il Federalismo rivoluziona i rapporti tradizionali delle relazioni politiche, delle quali il cambiamento dei procedimenti di finanza pubblica è solo una delle conseguenze più misurabili. Per 150 anni la rappresentanza politica è stata di tipo verticale, tra i diversi livelli della stessa collocazione politica. In sostanza, la risolutezza della rappresentanza politica si è sacrificata sull'altare della corrispondenza politica «a filiera verticale», a scapito dei risultati concreti, forse a vantaggio delle aspettative di cooptazione individuale.
Il sindaco di Barcellona procede come un cinghiale rispetto o al governo regionale catalano, o al governo centrale di Madrid, per ottenere un supplemento di risorse di qualità finanziaria o normativa, all'unica condizione di avere potenza progettuale, inequivocabile. La Spagna è un paese di grande tradizione autonomistica, mi si può dire, per la sua storia di molteplicità territoriale. Questo è vero. Ma è anche vero che la dimensione politica non è un sito abitato da fotografi dell'ultima fila. Infatti, è possibile introdurre cambiamenti, guardando alle esperienze, anticipate e riuscite, di altri sistemi politici e, soprattutto, occorre superare una certa convinzione diffusa, secondo la quale si può fare poco o nulla, per cui è meglio stare fermi, in attesa degli errori degli altri.
La comunità degli abruzzesi è in cammino, ma ha evidente la necessità di non perdere la partita di questa ultima stagione di arredamento infrastrutturale del proprio territorio, prima della grande corsa competitiva. Sommessamente suggerisco di insistere nel concentrarsi sulla definizione: della portualità abruzzese, da razionalizzare e soprattutto governare, soprattutto scommettendo sulle specializzazioni e sulla successive composizioni portuali, scavalcando l'isolazionismo regionale; delle condizioni di salute dell'aeroporto di Pescara, prossimo bersaglio di un provvedimento centrale di riordino progressivamente demolitivo del nostro giacimento aeroportuale, che comunque va ripensato in relazione ai bacini delle nuove macro regioni europee; delle quantità aggiuntive di ferro (intendendo ferrovia) che servono all'Abruzzo, sia per andare fuori regione, sia per gli spostamenti territoriali interni. La meritoria società mista Fs/Sangritana (credo ad oggi solo giuridicamente dattiloscritta, con plauso generale) rendiamola forte, ambiziosa, risoluta, esigente, in una parola capace di farsi volano di un rapido potenziamento ferroviario per chi ci vive e chi ci vuole intraprendere in Abruzzo.
La Regione Marche costruisce le agende dei propri investimenti affidandosi ad una sorta di declaratoria concretissima di obiettivi, adeguati per incrociare velocemente progetti, consensi, risorse e cantieri. Consensi non è scritto a caso, poiché i progetti per diventare «opere» devono trovare anche la corrispondenza della comunità. Per l'Abruzzo è l'ultima occasione a buon mercato. In America si direbbe «l'interesse nazionale ci convoca tutti insieme».

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