Iscriviti OnLine
 

Pescara, 09/05/2026
Visitatore n. 753.797



Data: 29/10/2006
Testata giornalistica: Il Centro
«Bagni chimici per gli autisti della Gtm». Appello dei conducenti: «Costretti per ore a non poter usufruire dei servizi igienici»

CAPPELLE. «Per gli autisti Gtm niente "plin-plin": questo sembra essere lo slogan della dirigenza della locale azienda di trasporto pubblico. Non si capisce se per pigrizia o per semplice ottusità a nessuno viene in mente che anche gli autisti possano aver bisogno di servizi igienici. Specialmente ai capolinea isolati dove, in momenti critici, gli stessi autisti dispongono di pochi minuti prima di altri lunghi quarti d'ora sull'autobus». Comincia così una lunga lettera dei Cobas della Gtm, firmata da Emanuele Maurilio, che solleva un disagio comune a molti autisti e sollecita un intervento immediato della direzione. «Sono mesi che come Cobas chiediamo incontri all'azienda per trattare questo problema senza che mai nessuno si degni di chiamarci».
I dipendenti della Gtm sostengono di essersi informati in alcune aziende del settore: il prezzo per l'affitto e la pulizia-manutenzione di un bagno chimico si aggira attorno ai 100 euro mensili. «Una cifra irrisoria per un'azienda delle dimensioni della Gtm: un aggravio, per autista, di meno di 30 centesimi per bagno al mese. E invece niente: al capolinea di Cappelle sul Tavo con la linea 38 siamo costretti a sostare due fermate prima del capolinea per poter approfittare del bagno che i proprietari del bar ci lasciano usare, bontà loro. Questo, però, tranne il lunedì in cui il bar è chiuso: allora la si trattiene e se si considera la lunghezza della linea nei giorni di traffico può voler dire anche tenersela per due ore e mezza. Già gli autisti come categoria mettono a dura prova organi quali la prostata e i reni per la tipologia del loro lavoro, senza bisogno di stressarli ulteriormente con queste prove di resistenza».
Un disagio non indifferente, reso più evidente, per i Cobas, dal fatto che non tutti i proprietari di bar ed esercizi pubblici si mostrano entusiasti di mettere a disposizione i propri bagni «per avventori come gli autisti che, obiettivamente, non possono "consumare" ogni volta che hanno bisogno della toilette: quando si è su un autobus linea 1-2-2/-6-7-13. la cosa si avverte e come».
Un caso a parte merita la linea 14: «Un'ora di percorrenza da capolinea a capolinea e nessuna possibilità di andare al Wc. Finora ci si è arrangiati un po' come si è potuto. Finché si era tutti uomini e si trattava solo di orinare, pazienza, si ricorreva agli angoli in ombra per i casi più impellenti, ma ora che anche le donne sono state assunte, beh, poverine loro. C'è da dire che anche per gli uomini ci sono stati problemi, come quella volta che un'anziana signora chiamò il 113 dopo aver pescato un povero autista al limite della sopportazione che risolveva come poteva. E comunque da allora l'azienda tutto quello che ha fatto è mettere a disposizione un solo bagno al limite della decenza al terminal bus. Francamente, non capisco come un'azienda così grande, proiettata verso i mercati liberalizzati dei trasporti, che si vanta perfino di essere stata certificata Iso 9001, non abbia ancora risolto un problema del genere. Ci dica la Gtm se considera gli autisti come robot o come persone normali con bisogni fisiologici normali».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it