Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/06/2026
Visitatore n. 755.068



Data: 10/05/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pendolari, sabotato un altro treno «I bulloni messi lì da un esperto». Dopo il deragliamento di sabato sfiorato un nuovo incidente

ROMA - Due sabotaggi in tre giorni. Il primo ha causato un incidente, il deragliamento del treno, una trentina di passeggeri contusi e due feriti. Il secondo solo paura. Ora ai macchinisti della linea ferroviaria Roma-Civita Castellana-Viterbo è stato ordinato di viaggiare in «stato di allerta». Qualcuno sta prendendo di mira i treni della linea gestita da Metro, braccio operativo dell'Atac (l'azienda dei trasporti di Roma)? E' stata solo la folle azione di qualche balordo (da catalogare nello stesso genere dei sassi dai cavalcavia) o c'è altro?
Partiamo dal fatto di sabato sera, alle 21, quando sul treno c'erano poco più di trenta passeggeri. La Procura di Viterbo ha aperto un fascicolo contro ignoti per disastro ferroviario. Indaga sul bullone che è stato posizionato, in modo quasi scientifico, sul binario all'uscita di una curva, nei pressi di Soriano nel Cimino. E' una chiavarda, normalmente usata per ancorare la rotaia alle traversine. Qualcuno, in un'area isolata e circondata dalla vegetazione, l'ha posizionata su una rotaia per far uscire dai binari il semipilota. Gli investigatori ieri non avevano dubbi: «Atto doloso». Hanno per ora escluso la pista anarco-insurrezionalista (in quella zona in passato operarono alcuni esponenti). Il treno, formato da tre vagoni, da tre giorni è ancora lì, come un animale morente sui binari. Uno dei vagoni è affacciato sulla scarpata, ma è molto complicato sollevarlo. Una gru su rotaie non può arrivare, ne servirà una su gomma, ma sarà necessario realizzare una strada provvisoria nella vegetazione.
Ieri il secondo episodio: tubo di ferro sulle rotaie. «Eravamo già spaventati - racconta un macchinista - dopo l'incidente di sabato. Il fatto di ieri nei pressi di Vallerano ha rafforzato i nostri timori». Cosa è successo? Sulle rotaie è stato adagiato un tubo metallico, a pochi chilometri dal luogo del primo incidente. Il treno era partito da Soriano (oltre, fino a Viterbo, il servizio è sospeso) diretto a Roma. Il macchinista ha avvertito il sussulto per l'ostacolo incontrato e, per fortuna, superato, e ha dato l'allarme. Si è rischiato un altro deragliamento.
In sintesi: chi ha voluto causare, con tanta perizia, l'incidente di sabato? Perché ieri qualcuno ci ha riprovato? Era solo stupida emulazione? L'assessore regionale ai Trasporti del Lazio, Francesco Lollobrigida, ha disposto un'inchiesta. Dopo il sopralluogo di ieri, il direttore regionale Trasporti, Bernardo Maria Fabrizio, ha convocato i vertici di Atac e Metro, a partire dall'amministratore delegato Carlo Tosti. «Ciò che è avvenuto non va sottovalutato - afferma l'ingegnere Fabrizio - Chi ha provocato il deragliamento di sabato sera, sapeva come agire. Ha scelto il punto giusto, proprio all'uscita di una curva, e ha collocato il bullone in modo da provocare un effetto di innalzamento». Sospetti? «Voglio sperare che si tratti di una folle ragazzata. Che solo casualmente il bullone sia stato posizionato dove l'avrebbe messo un esperto. Fermiamoci qui». Ma resta il tubo trovato sui binari ieri a Vallerano. Gli investigatori pensano a un'assurda emulazione, ma questo non basta a rassicurare chi ogni giorno viaggia su quella tratta ferroviaria.
La Roma-Civita Castellana-Viterbo, inaugurata nel 1932, è una linea anomala: un tempo si chiamava Roma Nord, oggi trasporta 75 mila passeggeri al giorno ma con una peculiarità: nel tratto che va dalla stazione Flaminio (in pieno centro della Capitale) prosegue fino ai Parioli, a Saxa Rubra e al nord della provincia, ed è di fatto una metropolitana di superficie. Da Civita Castellana, oltre i confini della provincia di Roma, si trasforma invece in una sorta di ferrovia del far west, fra boschi e piccoli centri, fino a raggiungere Viterbo. In questa seconda tratta i treni viaggiano semivuoti: 70-80 passeggeri al mattino quando si muovono gli studenti, 20-30 alla sera su treni che hanno una capienza di 560 posti.
Ecco, se qualcuno voleva mettere a segno un'azione eclatante perché colpire una linea così poco importante? Qualcuno ricorda anche una tragedia, avvenuta otto anni fa, quando per un errore agli scambi, un treno travolse e uccise due operai nei pressi di Civita Castellana. Proprio in questi giorni si sta svolgendo un processo che vede come imputati i dirigenti di allora dell'azienda.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it