Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/06/2026
Visitatore n. 755.068



Data: 10/05/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il macchinista: «Un forte boato e l'istinto di frenare la motrice»

VITERBO - «Se qualcuno lo ha messo apposta, sapeva dove. Quel bullone è stato posizionato a regola d'arte: sul raggio alto della curva, quello in cui il treno spinge di più e l'effetto è maggiore». Claudio Pomizza, il macchinista che sabato sera conduceva il 713 Viterbo-Roma, partito alle 20,01 dal capoluogo della Tuscia e poi deragliato alle 20,17 a Soriano nel Cimino, racconta gli attimi di un incidente che poteva essere una strage e invece, anche per merito della sua prontezza di riflessi, si è concluso con due soli contusi.
Che cosa ricorda di quel momento?
«Un forte boato, all'improvviso, proveniente dal carrello sottostante la rimorchiata a pilota, ovvero il convoglio davanti, su cui eravamo io e il capotreno».
Cosa ha fatto, allora?
«Ho azionato il freno elettro-pneumatico. Mi è venuto d'istinto. Così ho tolto la trazione dall'ultima carrozza, quella motrice».
E se non lo avesse fatto?
«La motrice avrebbe continuato a spingere i convogli e il danno sarebbe stato ben peggiore. Anche perché la carrozza deragliata si è fermata dopo aver abbattuto alcuni alberi, addosso a un palo dell'alta tensione della linea aerea ferroviaria».
C'era quindi il pericolo di un corto circuito?
«Sì, tant'è che ho subito disabilitato il treno».
Poi cosa è successo?
«Io e il capotreno abbiamo aperto le porte e siamo scesi dalla vettura, che si era fermata in bilico. Eravamo impauriti, non capivamo cosa fosse successo. Abbiamo subito chiamato i soccorsi e la nostra dirigenza a Civita Castellana».
E i passeggeri?
«Saranno stati almeno una trentina. Quelli sui due convogli non deragliati sono usciti sotto choc ma senza problemi. Ma per coloro che erano sulla pilota, dove per la posizione era difficile pure rimanere in equilibrio, è stato necessario intervenire».
Chi lo ha fatto?
«Io, il capotreno e alcuni ragazzi che viaggiavano con noi. Poi mentre il capotreno accompagnava alcuni feriti verso la provinciale, ho ricontrollato tutte e tre le carrozze per assicurarmi che nessuno fosse rimasto dentro».
Che idea si è fatto dell'incidente?
«Sarà la magistratura a stabilirlo. Mercoledì rilascerò la mia deposizione ai carabinieri. Comunque, non è certo la prima volta che rinveniamo pezzi di ferro o sassi sui binari».
Ma la linea è sicura?
«I convogli sono tutti elettronici, di ultima generazione, e il binario è in buone condizioni».
Cos'è che le ha fatto più paura?
«Pensare che se quel bullone fosse stato su un viadotto o un ponte, sarebbe stata una strage».
E il fatto che ci abbiano riprovato?
«Non so che dire. Forse la bravata di qualche deficiente in cerca di emozioni forti».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it