Quando il provvedimento fu emanato, qualcuno azzardò, tra il polemico e l'ironico: «Ricostruire sarà come fare un terno al lotto». E anche la politica non stette certo a guardare: «Servono fondi certi, non le lotterie» tuonò il sindaco Massimo Cialente. E in effetti il Governo, per individuare coperture finanziarie idonee a sostenere la grande mole di interventi post-terremoto, fin dal decreto legge numero 39 del 23 aprile 2009 dette una grande importanza ai fondi reperibili grazie ai giochi, ai gratta e vinci e alle lotterie dedicate. Nella conversione in legge, poi, un intero capitolo è stato dedicato all'argomento. Emblematiche, a questo proposito, le prime parole del comma 1 dell'articolo 12: «Al fine di assicurare maggiori entrate non inferiori a 500 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2009...». Cioè: il Governo ha stabilito che dal settore bisogna tirar fuori almeno mezzo miliardo l'anno. Un'enormità. Segue, nel testo della legge, un lungo elenco di possibili misure, dall'istituzione di lotterie istantanee a ulteriori modalità di gioco del Lotto. Fino alla decurtazione parziale degli introiti per i gestori e misure più rigide per contrastare l'evasione. Il problema ora è capire se questi fondi sono mai arrivati nella contabilità del terremoto. Secondo l'inchiesta di Report, la trasmissione tv della Rai, no. Almeno nei canali tradizionali. L'autore del servizio è Sigfrido Ranucci, inviato di Rai News 24 e firma di diversi reportage di successo. «L'industria dei giochi - spiega - ha fatturato in due anni 120 miliardi. E nelle casse dello Stato ne sono finiti circa 20. Ma dove sono andati i soldi destinati per legge alle popolazioni colpite dal terremoto? Abbiamo chiesto al sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti, competente sui giochi, ma dopo averci dato la sua disponibilità ha detto di no. Abbiamo chiesto anche al ministro Tremonti, ma neppure lui ci ha risposto. Non sappiamo se i soldi siano stati utilizzati in altra maniera, se così fosse basterebbe dirlo». Ranucci ha dimostrato come dietro alle concessionarie c'è una ragnatela di soci. Il mistero si infittisce ancora di più a sentir parlare l'assessore Stefania Pezzopane che per ben tre volte, dal settembre 2009 all'aprile scorso ha chiesto lumi, contemporaneamente, a Ministero dell'Economia, Monopoli, Protezione civile, Agenzia delle Entrate, Ragioneria dello Stato. Ovviamente senza riuscire ad ottenere alcuna risposta. «Di quei soldi - ha detto la Pezzopane - al momento non c'è alcuna notizia. I Monopoli hanno guadagnato molto perché sono aumentate le percentuali di introito e il timore è che qui non arrivi nulla».
Ma quali sono esattamente i canali di finanziamento attivati? C'è il "Gratta Quiz", ad esempio, una lotteria istantanea da 3 euro con parte dell'incasso destinato alle zone terremotate: una novità che ha avuto una partenza deludente per la riluttanza dei rivenditori ad accettare un aggio decurtato come contributo per le zone terremotate. In seguito l'aggio è tornato quello consueto (dal 6% dell'importo di vendita al normale 8%) e il solo contributo rimasto è quello a carico del concessionario, pari a circa un quarto del suo corrispettivo. Oppure c'è il Win for Life, il gioco che garantisce che fa vincere un vitalizio e che destina - almeno nelle intenzioni - il 23% degli incassi alle zone terremotate. Difficile ricostruire il panorama delle altre misure: si parla di videolotteries, le nuove macchine da gioco con premi più ricchi, o dei giochi online. Secondo i cronisti di Report nessun provento sarebbe ancora arrivato all'Abruzzo. Anche il sindaco Massimo Cialente è all'oscuro: «Sono stato intervistato più volte su questo argomento, ma bisogna chiedere alla Ragioneria dello Stato, non so nulla».