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Pescara, 18/06/2026
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Data: 11/05/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Macerie, Berlusconi attacca il Comune «Stavamo iniziando a lavorare, ma hanno detto che dovevano essere sgomberate dalle ditte locali»

Una polemica al giorno non toglie il medico di torno. L'Aquila è ancora una città malata. E, dunque, vale per L'Aquila quanto detto dal medico romano Aulo Cornelio Celso sulla medicina: «Le malattie non si curano con i discorsi ma con i farmaci: non si diventa contadini o marinai coi discorsi ma con la pratica». Ma tant'è. E, allora, l'altra sera, durante la presentazione del candidato sindaco di Arcore, Silvio Berlusconi ha attaccato il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. Durante il suo intervento, il premier ha snocciolato i dati sugli interventi effettuati all'Aquila per il post terremoto, soffermandosi sulle macerie: «Noi stavamo già cominciando a lavorare per rimuovere le macerie, ma il Comune ha detto che le macerie devono essere sgomberate dalle ditte locali e non dal Governo. Per questo ci siamo tirati indietro e loro non hanno fatto nulla. Abbiamo dato tutti i capitali necessari, non hanno saputo ancora spenderli». Nulla di nuovo, per carità, ma poteva mancare la replica? «Sulla rimozione delle macerie si è consumata l'ultima, vergognosa strumentalizzazione della nostra tragedia da parte del premier ai fini elettorali e di immagine» è stata l'immediata risposta di Cialente e dell'assessore all'Ambiente Alfredo Moroni: «Non è affatto vero che il Comune ha avocato a sé le competenze per quanto riguarda la gestione delle macerie e Berlusconi parla di un atto che non esiste».
«Sulle macerie, da oltre un anno - ricordano Cialente e Moroni -, le competenze sono passate al governo, che le esercita attraverso la società Sogesid, e, da ultimo, con l'ordinanza 3923, che abbiamo chiesto a gran voce di cambiare, i Comuni sono stati del tutto messi da parte. La questione è stata impostata male fin dall'inizio proprio dal Governo, che, già nel decreto 39, assimila le macerie ai rifiuti solidi urbani, creando un groviglio normativo che ha ostacolato il processo. Nonostante tutto, però, il Comune, fin quando è stata presente la Protezione civile, riusciva a smaltire 600 - 700 tonnellate di macerie al giorno. Nel febbraio 2010, il Governo ha inviato all'Aquila il ministro Stefania Prestigiacomo, che ne ha assunto la gestione. A questo punto il quantitativo di macerie smaltite è passato a non più di 250 tonnellate al giorno. Sul fronte degli impianti, poi, ci sono voluti ben 10 mesi alla struttura commissariale per dar seguito all'accordo sull'attivazione del sito di Barisciano».
Sull'impasse è intervenuto anche il presidente dell'Asm, Luigi Fabiani: «La gestione commissariale sta creando problemi e rallentamenti dei processi». Controreplica di Riccardo Chiavaroli, portavoce del Pdl in Regione: «Berlusconi ha ricordato una cosa sotto gli occhi di tutti. Cialente dimentica di ricordare che con un'ordinanza nell'estate 2009 fu affidata ai sindaci la competenza diretta per la rimozione delle macerie negli spazi pubblici; nel marzo 2010, preso atto che nel Comune dell'Aquila vi era una totale inerzia, la competenza venne assegnata a Chiodi e, infatti, da quel momento, la rimozione è stata avviata e viene portata avanti». Parole in prestito dal filosofo e scrittore francese Denis Diderot per una chiosa sulla giornata di polemiche: «È facile criticare giustamente; è difficile eseguire anche mediocremente».


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