Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/06/2026
Visitatore n. 755.068



Data: 12/05/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Di Stefano: le grandi opere si faranno. Il senatore Pdl polemizza con Legnini. «L'intesa sui Fas va aggiornata entro settembre». Tutte le accuse del parlamentare democratico

PESCARA. «E' una lettura artatamente di parte della situazione». Il senatore del Pdl Fabrizio Di Stefano commenta così l'attacco di Giovanni Legnini (Pd) al centrodestra abruzzese sui fondi Fas.
Legnini, parlando dei grandi progetti infrastrutturali finanziabili con i Fas, accusa il governatore Gianni Chiodi e il centrodestra di «spacciare per vittorie delle sonore sconfitte», di scrivere in sostanza un libro dei sogni che non avrà mai realizzazione. Per Di Stefano il senatore democratico piega fatti nazionali a logiche regionali, dimenticando inoltre che l'Italia ha risentito di una crisi economica internazionale senza precedenti, che ha obbligato il governo a rivedere molti programmi: «Ritengo che il mio collega ben conosca come stanno le cose: tutti gli accordi Stato-Regione per le opere infrastrutturali sono da ripredisporre e da risottoscrivere. La nuova intesa generale quadro che deve andare nell'allegato infrastutture del Def va aggiornato entro settembre».
Per Di Stefano il documento non è vuoto come sostiene il senatore del Pd: ««Ci sono la pedemontana e la Rieti-L'Aquila-Navelli, ma ci sono anche nuovi inserimenti. Lo stesso Legnini quando dice della necessità di creare una autorità portuale regionale, cosa che condivido, si contraddice, perché se quel provvedimento è necessario evidentemente quei finanziamenti ci sono ancora. Risulta allo stato», aggiunge Di Stefano, «che già nelle prossime settimane una delibera di giunta regionale istituirà l'autorità portuale regionale, come rischiesto dal ministero per poter dare mandato all'erogazione dei fondi».
Se c'è un ritardo nei Fas è «un ritardo nazionale. E quando l'intesa sarà riaggiornata recupereremo anche i fondi per l'aeroporto, sui quali c'è l'impegno del ministro Alter Matteoli».
Di Stefano contesta anche la mano tesa da Legnini sui 4-5 obiettivi strategici da decidere insieme: «Se si parla di cooperare e poi si attacca a testa bassa, beh, le due cose non si conciliano. Piuttosto ci dovrebbe dire Legnini quali opere strategiche sono state fatte nel triennio 2005-2008 in cui ha governato il centrosinistra. La verità è che loro in tre anni non hanno dato vita a neanche mezza opera infrastrutturale. E l'intesa sottoscritta dall'allora governatore Giovanni Pace (Pdl) è stata pari pari ripresa dal loro governo. Ma poi di quelle stesse opere non se n'è vista traccia, al contrario delle nostre, a cominciare dalla diga di Chiauci, inaugurata il mese scorso dall'assessore Mauro Febbo. Che dire poi della Teramo Mare? L'opera è della giunta Pace. E' vero che mancano pochi chilometri per completarla, ma poteva essere fatta dalla giunta di centrosinistra».
Di Stefano infine respinge al mittente la notazione di Legnini sulle «divisioni nella maggioranza». «Anche qui il senatore Pd soffre di strabismo. In Abruzzo il Pd è riuscito a far diventare un caso nazionale il voto di Picciano. E Legnini dimentica che a Vasto il sindaco Pd si è dovuto dimettere per ottenere il riconoscimento della propria maggioranza, e a L'Aquila Cialente ha fatto la stessa cosa. A Roseto il centrosinistra è spaccato. E a Francavilla e Casalbordino, due amministrazioni di centrosinistra, siamo alle elezioni anticipate per la debolezza politica del Pd».

Tutte le accuse del parlamentare democratico

PESCARA. «L'Abruzzo è fuori dai grandi investimenti per i prossimi tre anni». Questa una delle accuse lanciate al Pdl dal senatore del Pd Giovanni Legnini in un'intervista al Centro pubblicata mercoledì. Secondo Legnini «il governatore Chiodi e l'intera classe dirigente del centrodestra continuano a spacciare per vittorie delle sonanti sconfitte.
Legnini rileva che il Documento economico e finanziario approvato in Senato «contiene un allegato infrastrutture che taglia l'Abruzzo dai grandi investimenti». Quanto ai fondi Fas «passano da 850 a 612 milioni e, forse, si spenderanno con 4 anni di ritardo», ma «non sappiamo ancora come, dopo la bocciatura del programma regionale dello scorso anno».
Legnini rileva che nei programmi del governo «non c'è nulla per i porti e l'aeroporto. Uno zero assoluto che fa dell'Abruzzo, il fanalino di coda tra le regioni italiane».
A questo, secondo Legnini si aggiunge «lo scippo dei circa 500 milioni di risorse vere, stanziate nel 2006-2007 dal governo Prodi. Soldi reali, non virtuali, iscritti nel bilancio dello Stato per opere strategiche come la ferrovia Pescara-Roma, la Fondovalle Sangro, il campus automotive, il porto di Ortona, la Teramo-mare. A tre anni dall'insediamento del governo Berlusconi, e a metà mandato del presidente Chiodi, i tagli sono rimasti e nuove risorse sostitutive o aggiuntive non sono state mai stanziate».
Sulle divisioni del Pdl, Legnini rileva che «sono abilmente occultate dallo strabismo dell'Udc», mentre i tormenti del Pd «non possono rimettere in discussione il rinnovamento» del partito».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it