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Pescara, 09/05/2026
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Data: 30/10/2006
Testata giornalistica: Il Centro
La Regione vuole «scaricare» 300 dipendenti. Il governo locale disposto a pagare contributi Inps per tre anni pur di agevolare l'esodo

Un disegno di legge prevede incentivazioni alla pensione per dirigenti e impiegati

L'AQUILA. Un disegno di legge sostenuto dalla giunta prevede un congruo esodo dei dipendenti dalla Regione tramite una forte incentivazione. Il progetto prevede la riduzione di organico per il venti per cento di impiegati e del trenta per i dirigenti.
L'intento, molto probabilmente, è quello di ridurre le spese per il personale anche se l'ente si impegnerebbe in futuro, occorre precisarlo, a rimettere a concorso una certa percentuale di quei posti cancellati. Sta di fatto che secondo conti ancora approssimativi, ma non lontani dalla realtà, potrebbero essere almeno trecento le persone che andrebbero in pensione. Il progetto, che per alcuni è una «rottamazione» dei dipendenti, ne prevede l'estensione a coloro che ne facciano domanda a condizione che abbiano almeno 57 anni. Ma soprattutto possono andare in pensione coloro che hanno maturato una anzianità di servizio di 32 anni: in questo caso l'amministrazione erogherà a favore dell'istituto previdenziale i contributi necessari fino al raggiungimento del 35esimo anno utile ai fini pensionistici. Il disegno di legge, che comunque ora dovrà passare al vaglio dei sindacati, estende il beneficio a tutti i dipendenti regionali titolari di un rapporto di pubblico impiego a tempo indeterminato e che prestino la loro attività per l'amministrazione regionale da almeno cinque anni. E' prevista, inoltre, l'estensione della legge ai dipendenti del consiglio regionale. Occorre aggiungere che nel provedimento c'è il divieto per chi se ne avvarrà, di instaurare rapporti professionali con la Regione o con enti a essa strumentali, per i successivi cinque anni a quello della cessazione del rapporto di lavoro. Il provvedimento fissa in 180 giorni il termine ultimo per la presentazione delle istanze per coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre del prossimo anno. I sindacati sono scettici anche se il progetto dovrà essere discusso. «In tal modo», dice Antonio Perrotti, (Cgil) «si va contro la tendenza nazionale che punta e evitare un eccessivo esodo verso la pensione e questo atteggiamento non giova certo all'ente previdenziale». Sempre i sindacati ritengono che sarebbe stata opportuna una concertazione congiunta per impiegati e dirigenti e non separata come è stato finora fatto.

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