ROMA - Fischietta, tocca nervosamente con una mano il taschino della camicia che cutodisce l'ultimo gioiello tecnologico: un iPhone pronto all'uso. Non resiste: prende il cellulare, controlla chi lo ha chiamato e la sfilza di sms che sono arrivati. Con una mano tiene l'apparecchio, con l'altra il volante: lo sguardo intanto è fisso sul display. Protagonista del viaggio metropolitano tra passione per i cellulari e guida distratta in una trafficatissima Roma è un autista dell'Atac della linea 71. Il bus è diretto alla stazione Tiburtina. Decine di persone a bordo. Alle 15.30 circa scatta il tic nevrotico che induce l'autista a prendere dal taschino il cellulare per controllare i messaggi. Il conducente compie diverse acrobazie per cercare di mantenere la guida su via Tiburtina e contemporaneamente digitare sull'apparecchio. A bordo del gigante d'acciaio studenti, pendolari e anziani. Sbirciare e filmare la guida imprudente dell'autista è semplice. E' sufficiente posizionarsi per qualche minuto accanto alla cabina della guida, fare clic su «registra» del proprio cellulare e immortalare le bravate. Anche perché la passione per lo smartphone sembra proprio essere travolgente. Più volte il ragazzo, voce romanissima, prende in mano il cellulare nonostante sia impegnato a manovrare i comandi che consentono di aprire e chiudere le porte del bus. Una curva e poi un'altra, semafori, corsie preferenziali e lo sguardo sempre fisso sul display. Dopo qualche minuto l'arrivo alla stazione Tiburtina, mentre qualche passeggero, impaurito per le acrobazie dell'autista, tira un sospiro di sollievo.
Il tour nelle pericolose distrazioni degli autisti Atac prosegue per le vie del Centro. I cellulari solitamente vengono nascosti tra le gambe, pronti a essere afferrati quando arriva il trillo di una telefonata o di un sms, anche se la strada percorsa richiede concentrazione, visto il traffico, i pedoni che attraversano e lo slalom forzato tra auto parcheggiate in seconda fila.
Fa caldo sul bus della linea 630. Passeggeri che si affollano sulla vettura diretta a piazza Monte Savello, nei pressi del Teatro Marcello. Alla guida un ragazzo che mastica nervosamente un chewingum. Anche lui è affetto dalla sindrome da disconessione, ossia il terrore di non restare in contatto con il resto del mondo. Solo la mano sinistra è riservata alla guida: l'altra è usata per impugnare il cellulare. Su via del Tritone l'autista dà il meglio di sé: riesce a imboccare la corsia preferenziale, controllare gli specchietti, aprire e chiudere le porte, parlare con i passeggeri e addirittura guidare. Il tutto, ovviamente con una sola mano, mentre l'altra è impegnata a digitare chissà cosa sul cellulare. L'autista è anche furbo: non appena un'auto dei carabinieri sbuca da una via, abbassa la mano sotto il volante, ma guai a cedere la presa. Nonostante la visione dei militari, il conducente continua a impugnare il cellulare. Qualche scossone, un po' di maleducazione con una signora che chiede informazioni e lo sguardo sempre basso sul display dell'apparecchio. Anche quetsa volta è facile filmare la passione sconsiderata per gli apparecchi mobili. Il cellulare viene finalmente riposto all'altezza di piazza San Silvestro.
Tra i vizi degli autisti dell'Atac c'è anche quello di compliare i report dell'azienda mentre si è bordo del bus. Penna e foglio sul volante poco prima di partire. Succede in via XX Settembre e in alcuni bus presi in direzione Parioli.
Bisogna invece prendere al volo un mezzo della linea 850 su via dei Fori Imperiali per assistere e registrare in un altro video uno dei vizi più ricorrenti tra gli autisti: leggere il giornale mentre si è in servizio. Sono quasi le 19. Alla guida del bus diretto a piazza San Silvetro c'è un signore distinto. E concentrato, entrambe le mani sono finalmente sul volante. Niente cellulare nascosto tra le gambe. Il viaggio prosegue tranquillo sulla via che costeggia il Campidoglio. Nessuna imprudenza neanche su piazza Venezia. La soddisfazione per aver trovato un autista corretto e diligente viene meno quando il mezzo arriva su via del Corso: il tragitto è rallentato, c'è traffico, persone che attraversano la strada. Ecco la trovata del conducente: prendere quello che sembra un giornale che aveva riposto vicino al finestrino e posizionarlo sopra il volante. Inizia così la lettura: sguardo basso verso quei fogli mentre si percorre pericolosamente via del Corso. La lettura dura qualche secondo, poi il conducente sembra di nuovo tornare in sè: ripone il giornale e continua a guidare.