Percorsi contorti: il caso del 9 e del 25 da via Rosalba a via Ragusa BARI - Le chiamano «pennellate» sono quelle corse dell'Amtab non lineari, che prima di arrivare a destinazione, costringono i passeggeri a percorrere il doppio della distanza nel doppio del tempo, passando, in certi casi, dagli stessi punti. In questi giorni l'azienda per il trasporto pubblico ha avviato un monitoraggio per individuare le linee più problematiche, anche in base alle segnalazioni degli utenti. E di percorsi strani, datati oltre 20 anni, a Bari ce ne sono e anche parecchi. Basti pensare ad esempio al collegamento via Camillo Rosalba con via Ragusa: cinque chilometri che si potrebbero percorrere in 20 minuti al massimo. Prendendo invece prima 9 e poi il 25 ci si impiega quasi un'ora, ripassando persino per strade già percorse. «Un obbrobrio» , come lo ha definito lo stesso presidente dell'Amtab Antonio Di Matteo. Ma non è l'unico caso. Una decina i tragitti sotto la lente di ingrandimento: da piazza Moro a viale Jacobini, da piazza Moro a via Dalfino con la linea 13 (un'ora di viaggio), ed ancora, da via Maratona a piazza Giulio Cesare con la linea 35, da via don Magrini a Catino con il 61. I percorsi, visibili anche sul nuovo sito dell'Amtab, rivelano corse poco razionali e difficoltose sia per gli autisti sia per gli utenti. Tra le linee più complicate spicca il 9 che collega piazza Giulio Cesare con il quartiere Japigia, il 10 da Parco Domingo sempre a Japigia, il 53 da piazza Moro fino alla zona industriale. «L'Amtab e il Comune -prosegue Di Matteo -stanno lavorando proprio per migliorare le corse i tragitti, offrendo un servizio più ottimale. I vantaggi saranno indiscutibili non solo per quanto riguarda i tempi di attesa che potrebbero essere dimezzati, ma anche come risparmio nei chilometri. Per questo l'azienda ha chiesto agli utenti di illustrare quali sono i tragitti da segnalare e modificare» . Nel piano traffico redatto dal consigliere delegato alla Mobilità, Antonio Decaro, una prima idea su come migliorare il servizio di trasporto pubblico è presente: l'obiettivo è di creare delle circolari nei quartieri (come è già stato fatto ad esempio a Carbonara e a Poggiofranco) per poi collegare alcune di queste fermate con dei percorsi più diretti verso il centro o verso gli altri rioni. In questa maniera si eviterebbe di restare su un bus per un'ora per percorrere appena cinque chilometri. «Abbiamo già cominciato modificare alcuni percorsi - spiega Decaro -è il caso ad esempio di Santa Rita. E stiamo progettando dei cambiamenti anche su altri tragitti, come ad esempio sulla linea che collega parco San Marco a Japigia con il centro. In questo caso il bus passa per più volte dallo stesso punto. Purtroppo, negli anni passati, i percorsi sono stati modificati a seconda del politico di turno, in base quindi alle fermate richieste dai cittadini. Questa logica non è ammissibile: per offrire un trasporto pubblico efficace e rapido dobbiamo ridurre i tempi di attesa e rendere quindi le corse più frequenti» . Per fare questo i cittadini devono comunque essere disposti a percorrere qualche metro in più, con la certezza di trovare il bus ogni cinque minuti. «L'idea è di seguire il modello delle grandi capitali europee -conclude Decaro -dove ad esempio le fermate della metro non sono presenti mica in tutte le strade, eppure gli utenti sono disposti a percorrere qualche metro in più per prendere il mezzo, sapendo di trovarlo ogni cinque minuti. E' questo il modello che vogliamo raggiungere: meno fermate, ma bus più efficienti e rapidi. Corse come quelle attuali, vecchie di oltre 20 anni, non sono più ammissibili» .