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Data: 14/05/2011
Testata giornalistica: Il Resto del Carlino
Sorpresa, Prodi sul palco a Bologna: "Berlusconi volgare". Bersani chiama i moderati: "Vinciamo a Bologna e Torino"

«NON DOBBIAMO avere paura di essere sopraffatti». A sorpresa, sul palco di piazza Maggiore a Bologna, quando la manifestazione del centrosinistra che chiude la campagna elettorale è ampiamente iniziata, arriva Romano Prodi. Il Pd affida al Professore l'ultimo affondo per tentare - parole del segretario Pier Luigi Bersani insieme a Prodi sul palco - «di vincere al primo turno a Torino e Bologna e andare al ballottaggio a Milano e Napoli». Prodi attacca il Cavaliere: «Dove Berlusconi è andato a fare campagna elettorale ha portato una ulteriore punta di volgarità che è diventata la sua bandiera. Di questa volgarità sento la vergogna in tutti i Paesi del mondo. Dobbiamo riscattarci».
Prima del colpo di teatro finale, Bersani nel corso della giornata aveva rivolto un appello ai moderati: «Ci aspettiamo un'inversione di tendenza rispetto all'abbrivio vincente di cui gode il centrodestra per cominciare una strada nuova».

PER imboccarla, ieri Bersani si è rivolto a quei cittadini che dicono «che fa tutto schifo» e che «o non vanno a votare» oppure «votano per Beppe Grillo». «Non dite che siamo tutti uguali - ha invocato Bersani - noi non siamo Berlusconi. Con la teoria che sono tutti uguali si fa vincere Berlusconi». Il leader del Pd ha quindi voluto svelare al suo elettorato quella che, a suo dire, sarebbe «la tattica Berlusconi». Che a ridosso di un appuntamento elettorale «sparge odio, scalda le tifoserie in modo da nascondere e non parlare dei problemi reali». «Noi vediamo in questi momenti - ha proseguito il leader del Pd ieri a Bologna - una riedizione dell'antico rito berlusconiano. Quando si è sotto al voto, si scalda l'aria, si spara a zero, si sparge odio, si individua il nemico, si scalda la tifoseria in modo che i problemi reali non ci siano; nell'ultima settimana lo ha fatto in continuazione incoraggiato dalla sua capacità e possibilità di invadere i meccanismi di informazione e comunicazione». Quello che è apparso sicuro anche a Bersani è che il voto avrà ricadute nazionali: «Si deve dare un segnale, si deve poter dire che la smettiamo di parlare dei problemi di Berlusconi, di processi brevi, di processi lunghi o di altre bazzecole».

IERI, insomma, in casa Pd veleggiava l'ottimismo. Come quello, sereno, di Massimo D'Alema: «La maggioranza di governo sarà battuta anche al nord».
Chiude Antonio Di Pietro: questa tornata elettorale dovrebbe servire a «cambiare la classe dirigente per avere una politica migliore e dalle mani pulite: questo è il primo impegno dell'Italia dei Valori».

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