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Pescara, 18/06/2026
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Data: 14/05/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi: da questo voto dipende il futuro del governo. Attacco a Iervolino: allo specchio si fa paura da sola

NAPOLI - «E' importante che la sinistra venga sconfitta a Napoli e a Milano perché da questo risultato prenderà forza il governo nazionale». Alla fine Silvio Berlusconi dice chiaramente qual è la posta in gioco alle amministrative di domenica e lunedì. Al primo appuntamento elettorale post-Ruby, il Cavaliere sa di giocarsi molto della sua capacità di leadership. Conosce i mugugni interni al Pdl di coloro che da mesi contestano la linea tutta muscoli alla Santanché e sa che nella Lega molti colonnelli, in caso di sconfitta, sono pronti a presentare il conto dell'alleanza all'amico Bossi.
Berlusconi ha subito caricato d'importanza l'appuntamento elettorale di domani, proprio per spazzare via ogni dubbio sulla sua capacità di leadership e in questa campagna elettorale è volato da un comune all'altro proprio nella convinzione di poter sventolare entro un paio di settimane, un successo a tutto tondo.
Il comizio a Napoli di ieri pomeriggio ha chiuso la lunga e durissima campagna elettorale del Cavaliere (anche se sono possibili code con la festa del Milan di questa sera, e il passaggio di lunedì in tribunale a Milano) confermando la voglia del premier di esserci ancora. Il «tiranno» della barzelletta autobiografica raccontata dal palco, «c'era tanti anni fa e ci sarà ancora», alle prossime elezioni politiche, sostiene il premier chedopo il comizio accusa un leggero malore che lo costringe a riprendere fiato su una sedia e a un bicchiere di acqua e zucchero.
Come ha sempre fatto, Berlusconi toglie la scena al suo candidato appena sale sul palco allestito alla Mostra d'Oltremare. Gianni Lettieri si lascia stringere e abbracciare, mentre fuori protestano qualche decine di aderenti ai comitati antidiscarica di Chiaiano che rallentano l'arrivo dei supporter e in sala stampa un cameramen della Rai con maglietta del Che, viene invitato a cambiarsi. Lo show è lo stesso di sempre anche se sotto il capannone non c'è la folla degli anni migliori e le passioni sono spente come le bandiere e i cartelli che restano sui prati esterni. Il presidente del Consiglio se ne accorge subito invitando i presenti a sollecitare quella grande massa di astenuti che rischiano di condizionare il risultato finale e che ieri non erano ad accoglierlo con l'entusiasmo di sempre.Non si risparmia il Cavaliere e non risparmia le battute e gli attacchi alla sinistra.
Alla Iervolino, sindaco uscente, rifila l'ennesima bordata un po' maschilista sulla sua presenza fisica («è sempre incazzata perché la mattina si guarda allo specchio e si rovina la giornata»). Ai napoletani distribuisce nuove promesse, come il rinvio della tassa sui rifiuti e della demolizione delle 60 mila case abusive e che non sono state in grado di rientrare nemmeno dei condoni degli anni scorsi. Non c'è il popolo delle partite Iva ad ascoltare il premier e i più rumorosi sono proprio i proprietari delle case abusive.In prima fila, oltre al solito Paolo Bonaiuti, Nicola Cosentino e gli ultimi prodotti della scuola politica del Pdl: Maria Rosaria Rossi, Annagrazia Calabria e Francesca Pascale.
Berlusconi sa che la vittoria a Milano e Napoli potrebbe stare in una manciata di voti e che gli eventuali ballottaggi rappresentano un rischio soprattutto se il centrosinistra dovesse incassare subito Torino e Bologna.Ed è così che i 72 impegni presi da Lettieri con i napoletani, diventano occasione per ribadire ciò che farà il governo se supererà l'appuntamento elettorale: riforma della giustizia, del fisco e delle istituzioni. Impegni che risalgono al '94, ricorda il premier, ma che «non abbiamo potuto ancora soddisfare per colpa prima di Casini e poi di Fini». La platea segue e interrompe il comizio, ma si spella le mani solo quando il Cavaliere archivia il suo passato di urbanista illuminato ideatore e realizzatore di Milano2, e promette di fermare le ruspe che dovrebbero abbattersi sulle case abusive.


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