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Pescara, 18/06/2026
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Data: 14/05/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Non pagherò più il canone Rai» Risultato a rischio e Silvio vola a Latina tra scontri e saluti romani

LATINA - Il suo popolo lo aspettava a Latina dal 1994, Silvio Berlusconi è arrivato ieri sera, per la chiusura della campagna elettorale del candidato sindaco Giovanni Di Giorgi. Non ha deluso le aspettative il premier, al teatro D'Annunzio il suo è stato un ininterrotto show, un'ora e mezza di intervento, raffica di battute e il coinvolgimento dell'intero teatro in un botta e risposta contro il centrosinistra. Eppure aveva esordito: «Dovete accontentarvi di quel che resta di me, mi hanno sfruttato in lungo e in largo». Invece è stato un fiume in piena. A partire dalla televisione: «Ma l'avete visto Annozero ieri sera? Non credo esista qualcosa di più fazioso. Finché ci saranno trasmissioni come quella di Santoro e Ballarò non pago più il canone. Anzi, faccio una precisazione per la stampa avversaria: io il canone non l'ho mai pagato perché ho fior di ragionieri che pensano all'abbisogna, dal momento che sono il primo contribuente italiano».
Intanto fuori si consumava la contestazione, qualche saluto romano, cori contrapposti tra gli avversari del candidato del centrodestra Di Giorgi e i sostenitori di quello di centrosinistra Claudio Moscardelli. Davanti al D'Annunzio si sono alzate le voci di alcune decine di sostenitori del centrosinistra: «La Costituzione non si tocca», «Fuori la mafia dallo Stato».
Intanto all'interno il presidente del Consiglio infiammava la platea, soprattutto quando ha parlato dei fasciocomunisti di Fli sostenuti dal premio Strega Antonio Pennacchi. «Quando Giovanni mi ha detto: qua fanno un listone - sorride ironico - il listone fasciocomunista, che va dall'estrema sinistra fino a quell'esponente della destra...». Partono i fischi. «Non fischiate screanzati - aggiunge il premier - la terza carica dello Stato. Interventi rozzi ma efficaci. Guardate che non è da sottovalutare quello che sta succedendo a Latina, fanno le prove per poi farlo a livello nazionale: una lista che va dall'estrema sinistra fino a Fini, perché è l'unico modo per battere Berlusconi. Ma da Latina dobbiamo dargli la prima lezione: non ce la farete mai!». Alle spalle di Berlusconi c'è il leader provinciale del Pdl, il contestato senatore di Fondi Claudio Fazzone, davanti a lui, seduto in platea, l'uomo che ha fatto di Latina il laboratorio della destra, il senatore Ajmone Finestra, ex repubblichino e sindaco per la prima volta nel '93 con il Movimento sociale. Berlusconi guarda la platea, alza il braccio a Di Giorgi, e lancia l'appello: «Quando uscite di qui avete un impegno: ciascuno di voi deve convincere tre persone tra familiari, amici e parenti a votare per Di Giorgi. E' consentito anche telefonare a tutte le vecchie fidanzate e fidanzati, perché lo fate per la libertà». Una ragazza porta al premier un bicchier d'acqua. «Grazie, però lasciami il numero di telefono - la guarda lasciare il palco e aggiunge - Non pensare male, volevo invitarti al bunga bunga». Applausi.


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