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Pescara, 18/06/2026
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Data: 16/05/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Via delle Metamorfosi, sedie portate da casa sotto la pensilina di bus. Dove non arriva il Comune entra in azione il privato: ecco come si trasforma la gestione dei luoghi pubblici nel capoluogo peligno

SULMONA - Il Comune abbandona la zona al degrado e i residenti si adattano, nello spirito della strada che abitano. Così in via delle Metamorfosi, una delle arterie più importanti della popolosa zona Peep, sono rispuntate sotto la pensilina degli autobus le sedute. Niente architetture avveniristiche, l'arredo urbano, qui, lo hanno fatto utilizzando la logica del riciclo: due sedie e una poltrona recuperate negli scantinati di casa e tra i cassonetti e messe lì, sotto la pensilina, per i (pochi) fruitori della linea C. A vederle così scappa anche il sorriso, ma la verità è che quelle sedute improvvisate sono il simbolo di una zona che da tempo l'amministrazione comunale sembra aver dimenticato, nonostante sia appunto una delle più popolose della città e tutt'altro che periferica. A fronte dell'impegno dell'associazione Amici del Certamen che proprio in via della Metamorfosi ha indetto un concorso per wraiters per colorare ed abbellire la cabina dell'Enel, infatti, in questa zona della città i giardinieri, quelli pubblici, sembra non passino da anni. Le aree verdi (è un eufemismo) che costeggiano le strade e tutte quelle di risulta sembrano più una giungla che giardini. Tra una "liana" e l'altra immondizia abbandonata, cartacce e bottiglie, fanno da corredo a marciapiedi e strade pieni di buche. «Sembra di vivere nell'estrema periferia di una metropoli - si lamenta un residente - invece siamo nel cuore della città a due passi dal centro storico. Qui non è mai stato un eden, certo, ma negli ultimi anni la situazione è peggiorata. I campetti di basket e calcetto ad esempio - continua - sono diventati un pericolo per i nostri figli con il manto rovinato e ferri arrugginiti sparsi ovunque». L'assenza di servizi fa il resto: qui, in questo quartiere dormitorio, avrebbe dovuto nascere già un decennio fa la biblioteca, l'asilo, il centro sociale del contratto di quartiere. Un contratto che solo ora sta ripartendo, senza però le parti qualificanti che avrebbero dovuto rendere la zona più vivibile. La mancanza di soldi dovuta all'allungamento dei tempi di gara, infatti, ha spinto il Comune ad affidare un incarico per riformulare il progetto, mantenendo rispetto all'originario solo i 64 alloggi per anziani, studenti e giovani coppie. Un grande alveare, insomma, dove i residenti si adattano come possono. Anche improvvisando l'arredo urbano.

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