LANCIANO. Hanno avuto il contratto a tempo determinato, legato al mandato del consiglio di amministrazione. In pratica decadranno dagli incarichi quando il vertice della Sangritana andrà a casa per scadenza naturale o per dimissioni. Da ieri Luigi Nuzzo, in quota ai Socialisti democratici, e Alfonso D'Alfonso, dell'Udeur, sono rispettivamente direttore generale e vicedirettore della società regionale di trasporti che ha sede a Lanciano. Entrambi sono stati nominati nei giorni scorsi dalla Regione e il consiglio di amministrazione della Sangritana ha ratificato quella scelta, ieri, con la loro assunzione.
L'incarico di Nuzzo avrà decorrenza da domani. Il direttore ha per delega il coordinamento dei dirigenti, le relazioni industriali e i rapporti con i sindacati. Il contratto di D'Alfonso, invece, scatta dal 15 novembre. Il vicedirettore si occuperà del sistema informativo aziendale, marketing aziendale, ricerche di mercato e sostituirà il direttore, qualora ce ne fosse bisogno. I due contratti sono a tempo, legati quindi al mandato del nuovo Cda dell'azienda. Fino a oggi l'incarico di direttore generale è stato svolto dalla presidente della società, Loredana Di Lorenzo (Margherita). E ciò in attesa che l'azionista di maggioranza della Sangritana - la Regione - scegliesse il successore di Mario Bianco, legato per contratto alla Sangritana fino a marzo del prossimo anno, quando era prevista la scadenza del mandato del consiglio di amministrazione dell'ex presidente Marino Ferretti (Alleanza nazionale).
«Finalmente sono arrivate queste nomine perché da sola non ce la facevo più», ha detto la Di Lorenzo. «Anche se per alcuni mesi ho tenuto l'interim di direttore generale, non ho preso il doppio stipendio, come qualcuno ha sospettato. Ho lavorato tanto e se guadagnavo di più non mi sarebbe dispiaciuto. Ho percepito solo l'indennità di funzione che spetta al direttore generale e che è di poco superiore a 900 euro mensili».
Ora che gli organici societari sono al completo, la Di Lorenzo si aspetta dal direttore e dal vice un notevole contributo per il rilancio dell'azienda. «Il nuovo statuto», continua la presidente, «prevede che il direttore generale risponda costantemente al presidente e al consiglio di amministrazione che opera in un sistema collegiale. Le strategie di sviluppo le decideremo insieme. Le potenzialità ci sono tutte ma bisogna cambiare registro. Penso anche a una maggiore cultura aziendale da parte del personale».