Finirà in Parlamento la questione dei cento milioni di euro stanziati nel decreto 39, il famoso decreto terremoto stilato all'indomani del sisma del 2009, per interventi sul sistema ferroviario del cratere sismico e dirottati su altri territori. Ad annunciarlo il parlamentare Pd Giovanni Lolli, nel corso di una conferenza stampa con l'assessore comunale alle politiche sociali Stefania Pezzopane che hanno esibito l'elenco degli interventi consegnato al sindaco Massimo Cialente lo scorso giovedì dal sottosegretario Gianni Letta. Nell'elenco emerge come 50 milioni saranno utilizzati per velocizzazione della tratta Sulmona-Guidonia e realizzazione del Centro territoriale di coordinamento. «Ma si tratta di investimenti già previsti nell'accordo di programma sottoscritto dal ministro Matteoli e dal presidente Chiodi nel maggio 2009 - sottolinea la Pezzopane - Oggi scopriamo che è finanziato con fondi per il cratere». Altri 5 milioni di euro saranno spesi sulla Pescara-Sulmona per interventi infrastrutturali per la velocizzazione della tratta, e altri 20 per il miglioramento strutturale e funzionali delle stazioni delle tratte Pescara-Sulmona e Sulmona-L'Aquila, finanziato con 20 milioni di euro. La parte residua del finanziamento, 25 milioni, verrà investita nelle zone terremotate per la realizzazione di nuove fermate ed opere sostitutive per la soppressione di passaggi a livello tra Sassa e San Demetrio. «Tutte le opere - spiega Lolli - sono importanti ma non è accettabile vengano fatte con i fondi per il terremoto». Secca la replica del commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi: «Gli amministratori aquilani non possono pensare di migliorare il sistema ferroviario fermandosi ai confini della città. Per questo i 100 milioni stanziati dal decreto sul terremoto saranno investiti anche per altri interventi che possono arrecare beneficio alla mobilità di tutto l'interno, con ovvi vantaggi, in termini di efficienza, per il territorio colpito dal sisma».