Oltre a pretendere somme di denaro e regali di valore per concedere il trasferimento da altre aziende di trasporto a quella napoletana, dirigenti e sindacalisti dell'Anm, l'azienda di trasporti napoletana, assegnavano incentivi per il pensionamento anticipato a dipendenti deceduti, intascando loro stessi il denaro. Per questo la Guardia di Finanza di Napoli su delega della Procura della Repubblica, ha eseguito in mattinata arresti e perquisizioni nei confronti di funzionari dell'Anm e sindacalisti del settore. Le ipotesi di reato sono associazione per delinquere, concussione e peculato.
Otto indagati, due arresti domiciliari
Gli indagati sono in tutto otto: per due, Sabato Carotenuto, ex direttore del personale dell'azienda, e Vincenzo Colimoro, dipendente dell'Anm e sindacalista Uil, il giudice ha disposto gli arresti domiciliari. Altri due, Carmine Simeone, dipendente Anm e sindacalista Cisl e Roberto Pastena, dipendente e sindacalista Uil, hanno invece l'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria.
Tre filoni d'indagine
L'inchiesta segue tre piste fondamentali:la prima, e più corposa, riguarda lo scambio di azienda; la seconda si occupa delle assunzioni clientelari e, terza pista, gli esodi incentivati a dipendenti che già si trovavano sulla via della pensione o deceduti. L'indagine, avviata dopo una denuncia del consigliere comunale del Pdl, Ciro Signoriello, ha accertato numerose irregolarità nei trasferimenti incrociati di dipendenti da un'azienda di trasporto a un'altra. Dipendenti di aziende del nord Italia risultavano avere fatto richiesta di trasferimento a Napoli: molto spesso però i documenti erano falsi e le persone non erano dipendenti di alcuna azienda di trasporto; di conseguenza venivano assunte, e non trasferite all'Anm. Altrettanto falsi erano i documenti che attestavano, in cambio dei nuovi ingressi, altrettanti esodi verso altre aziende. Un altro sistema praticato consisteva nel trasferire al nord dipendenti prossimi alla pensione, che non prendevano mai servizio perchè risultavano in malattia.
Fondamentali le intercettazioni
"Tutti, tutti, tutti sapevano tutto. Tutti hanno avuto i favori, tutti hanno avuto tutto di tutto, per quei cambi, per gli incentivi. Dovrebbero vergognarsi per quello che hanno combinato a quell'azienda. Milioni di euro buttati nel cesso, altro che danni'', dice una funzionaria dell'azienda in una conversazione con un collaboratore, parlando del comportamento dei colleghi.
L'inchiesta sulle tangenti all'azienda napoletana ha preso il via nel 2009, sulla base di una denuncia di un consigliere comunale per presunte irregolarità nelle procedure di avvicendamento degli autisti della Anm.
"Visto il mio stato psicologico di soggezione dovuta alla mia annosa attività lavorativa svolta in condizioni disagiate a Roma - racconta Francesco M. - non ho potuto fare altro che soggiacere. Simeone chiese anche a mio padre di corrispondere, oltre alla cifra prima indicata alla signora P. (10.000 euro), anche una cifra di 500 euro per se medesimo, oltre a una videocamera e al pagamento di una cena cui parteciparono anche un'altra decina di componenti del sindacato Cisl di Napoli''. Pasquale M., altro dipendente, invece racconta che ''Colimoro mi riferì che per poter avere il tanto desiderato trasferimento e per sbloccare la pratica avrei dovuto fare un regalo, e nello specifico euro 10.000 da consegnare a lui e un paio di regalini da destinare al suo superiore e a un dirigente dell'azienda che stava curando il cambio. Consegnai la somma in banconote di vario taglio, contenute tutte insieme in una busta di carta, unitamente a un cellulare la cui marca e modello mi furono indicati sempre da Colimoro ma che non ricordo, e a un bracciale d'oro''.
I fascicoli presi in esame dalla sezione della procura guidata dall'aggiunto Francesco Greco sono relativi al periodo 2005-2009 e sono arricchiti da dichiarazioni di personale Anm e da accertamenti bancari.
Collaboriamo con la forze dell'ordine
L'Azienda napoletana mobilità, sin dal 2009, ha "collaborato con le forze dell'ordine, fornendo tutta la documentazione aziendale affinché si facesse piena luce sui cambi di personale tra aziende e sulle mobilità di realizzazione delle politiche incentivanti per la riduzione dell'organico". E' quanto comunica, in una nota l'Anm.
"L'azienda - ha dichiarato Antonio Simeone, presidente Anm - continuerà a collaborare con la magistratura perché gli eventuali illeciti dei singoli non danneggino l'immagine di Anm e quella dei nostri dipendenti che sono, quotidianamente, impegnati a fornire un servizio alla città, pur in difficoltà ambientali e finanziarie notevoli".