ROSETO - E' ballottaggio tra Enio Pavone e Teresa Ginoble, fermatisi entrambi ben al di sotto del 50,1% necessario per essere eletto sindaco al primo turno. Pavone, centrodestra, è risultato il più votato dai rosetani, che gli hanno attribuito 6.057 preferenze (39,6%) rispetto alle 5.806 (38%) conquistate da Teresa Ginoble, centrosinistra. I dati definitivi dello scrutinio, ufficializzati soltanto nel primo pomeriggio di ieri a causa dell'estremo ritardo nello spoglio registrato in due sezioni, hanno quindi confermato la tendenza delineatasi sin dal primo momento dopo la chiusura delle urne, quando Pavone è subito risultato in vantaggio ma con uno scarto minimo di voti sulla alla rivale.
Ben distanziati gli altri cinque aspiranti alla carica di sindaco, con Pio Rapagnà di Città per Vivere che registra uno straordinario successo personale assestandosi al 6,3% con 962 voti, seguito da Alfonso Montese di Obiettivo Comune (854 voti - 5,6%), Walter Aloisi di AltraCittà (850 voti - 5,6%), Marco Borgatti di Sinistra Unita (449 voti - 2,9%) e Pasquale Avolio di Sel (305 voti - 2%).
Di segno opposto il dato sulle coalizioni: il centrosinistra a sostegno della Ginoble, formato da Pd, IdV, Api, Roseto nel Cuore, Teresa Sindaco e Sinistra Riformista, ottiene il maggior numero di preferenze con 6.214 voti (42,8%), mentre l'unione di Pdl, Liberalsocialisti, La Destra, Lega Nord, Udc, Insieme per Roseto e Il Popolo di Roseto, in appoggio a Pavone, si ferma a 5.828 (40,2%). Il Pd resta di gran lunga il partito più votato con 3.258 preferenze (22,45%), seguito a distanza dai Liberalsocialisti che, con 1.938 voti (13,35%), si confermano prima forza di centrodestra superando di misura anche il Pdl, fermo a 1.920 (13,23%). Inatteso il risultato negativo dell'Italia dei Valori, che con 483 preferenze (3,3%) è rimasta nettamente al di sotto delle aspettative, che la davano sopra al 10%. Senza dubbio l'IdV ha pagato lo scotto per l'alleanza in extremis con il tanto criticato Pd e per una campagna elettorale condotta in tono dimesso.
Oltre alle due coalizioni principali, che al ballottaggio si contenderanno la maggioranza dei seggi, superano la soglia di sbarramento del 3%, conquistando così un posto in consiglio comunale, solo AltraCittà (5,4%), Obiettivo Comune (3,9%) e Città per Vivere (3,3%). Numerosi i voti disgiunti con cui gli elettori hanno votato per una lista e per un candidato sindaco diverso da quello della lista: Pavone, infatti, vanta 229 voti in più rispetto al totale delle sue liste, mentre la Ginoble perde 408 sostenitori rispetto alle preferenze ottenute dalle forze della sua coalizione. Rapagnà addirittura raddoppia i voti della sua lista e Montese li supera di 289 unità.
Tra i candidati consiglieri, infine, spicca lo straordinario risultato di Fabrizio Fornaciari del Pdl (351 voti) e di Raffaella D'Elpidio del Pd (292), entrambi alla prima candidatura.