PENNE - Inutile negarlo: c'è stata un po' di presunzione a pensare di poter battere un Pd dato per morto. Che invece a Penne dimostra di avere sempre i suoi voti. Luigi Bianchini e Vincenzo Ferrante, gli sfidanti, devono recitare un mea culpa netto. Hanno dato il vantaggio ai democratici di sfruttare le divisioni del centrodestra e di tamponare la falla aperta a sinistra dalla candidatura di Matteo Tresca: «Il suo 13% è il miglior risultato di Sel», commenta Roberto Ettorre a nome del partito. Insomma, sul piano della strategia politica ha avuto ragione chi nel Pd ha saputo tenere unito il partito e ha fatto leva sulla ben nota capacità di gestire i voti di organizzazioni come la Cgil e la Cna. Non è un caso che il più votato sia stato Ennio Napoletano con 403 preferenze, che aspirava a correre da sindaco prima della scelta di Rocco D'Alfonso. Sarà lui il vice sindaco di "Per Penne" che avrà ben undici consiglieri di maggioranza. I cinque uscenti sono stati confermati, e cioè: Gabriele Pasqualone (147 voti), Remo Evangelista (146, Alleanza per l'Italia), Luigi D'Angelo (205, Italia dei Valori), Gabriele Vellante (133), oltre a Napoletano. A questi bisogna aggiungere Paride Solini (179, appoggiato dalla chiesa locale), Margherita D'Agostino (115), Giancarlo Malachi (128),Valeria Di Luca (165), Ezio Giancaterino (156), Daniele Toppeta (93). «Sconfitta ovunque la squadra di Testa. Ora il centro destra mantenga le promesse sugli ospedali di Penne e Popoli», sostiene Antonio Castricone, segretario provinciale del Pd. In cinque all' opposizione: Luigi Bianchini, Vincenzo Ferrante e Matteo Tresca, come candidati sindaci sconfitti, oltre a Giovanni Severo (320) e Vincenzo Di Simone (270).
Per Ferrante si tratta di un'altra batosta dopo quella del 2006. Eppure i suoi voti in campagna ci sono stati tutti. Da Bianchini ci si aspettava un maggiore trasporto, la capacità cioè di attirare il voto dei moderati. La sua campagna elettorale e il suo comizio finale non sono granché piaciuti.
Rocco D'Alfonso dunque governerà Penne per i prossimi cinque anni. Formare la giunta sarà il primo atto. Luigi D'Angelo spera di essere assessore, così come Gabriele Vellante che è il segretario del Pd. «Il bottino personale di voti conterà», aveva promesso D'Alfonso. Paride Solini, secondo qualche osservatore, potrebbe avere delle chance per un assessorato. La vicinanza a don Giorgio Moriconi, il delegato vestino dell'arcivescovo Valentinetti, gli fornisce una discreta copertura. Per l'ex sindaco Donato Di Marcoberardino «è stata premiata la linea della mia amministrazione». Il problema è che la sua esperienza avrà un seguito nelle aule di tribunale per le inchieste avviate fra i concorsi pilotati e un'urbanistica fin troppo chiacchierata. «Come amministrazione saremo sicuramente parte civile per la mare-monti. Per il resto, è tutto da vedere e capire: si rischia di danneggiare l'immagine del Comune», sostiene D'Alfonso. Ma l'immagine del Comune è già offuscata, giustizia a parte: dai buchi milionari emersi nel 2001.