Potrebbe concludersi in tempi brevi l'inchiesta della procura di Roma sulla cosiddetta parentopoli all'Atac. Dopo le iscrizioni sul registro degli indagati di cinque manager, le indagini, affidate ai carabinieri del Nucleo Operativo di via In Selci, sono alle battute e finali e nelle prossime settimane il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il pm Francesco Dall'Olio potrebbero già depositare gli atti per poi procedere a una richiesta di rinvio a giudizio.
Sotto accusa sono finite le assunzioni di nove persone che, secondo la procura, sarebbero entrate a far parte illegittimamente dell'organico della municipalizzata, come Giorgio Marinelli, figlio del caposcorta del sindaco Gianni Alemanno, e Giulia Pellegrino, 25 anni, cubista, chiamata alla municipalizzata dei trasporti come segretaria. Il reato di abuso di ufficio è stato ipotizzato nei confronti di Adalberto Bertucci, già amministratore delegato di Trambus e successivamente di Atac dopo la fusione del 2009 tra Atac, Trambus e Metro; Antonio Marzia, ex amministratore delegato di Metro, poi dirigente di Atac e oggi in pensione; Luca Masciola, ex capo del personale di Trambus e attuale capo dell'informatica di Atac; Riccardo Di Luzio, ex capo del personale di Metro e, dopo la fusione, capo del personale di Atac spa, e infine Vincenzo Tosques, ex capo del personale di Metro.
Le assunzioni, ritenute irregolari, sarebbero avvenute tra il 2008 e il 2009. Secondo quanto emerso dall'inchiesta, i nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato sarebbero stati fatti direttamente dall'azienda dopo un esame preliminare affidato a due agenzie interinali.
Prima di procedere alle iscrizioni sul registro degli indagati, i carabinieri hanno esaminato gli atti relativi a 854 dipendenti, tutti entrati a far parte dell'organico e chiamati direttamente dall'azienda attraverso il cosiddetto «colloquio confermativo, anziché attraverso un esame di chi aspirava ad essere assunto».