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Data: 19/05/2011
Testata giornalistica: AbruzzoWeb
L'Aquila: proteste lavoratori Ama, proclamato stato agitazione

L'AQUILA - Cgil, CIsl, Uil, Ugl e Faisa hanno dichiarato unitariamente lo stato di agitazione del personale, riservandosi, di mettere in campo le forme di lotta previste e che potrebbero anche causare disagi alla cittadinanza.

La causa della protesta, da quanto si apprende in una nota della Filt Cgil, sarebbe una decisione del Consiglio di amministrazione Ama, "che equipara i dipendenti dell'azienda di trasporto cittadina al pubblico impiego, assoggettando gli stessi al patto di stabilità".

"Le conseguenze - si legge nella nota - qualora non ci fosse un ripensamento, sarebbero gravissime per i lavoratori, con il blocco degli aumenti retributivi per anzianità e il blocco dei parametri e di tutta la contrattazione aziendale. E' il caso di ricordare che tali misure erano già state introdotte dalla Regione Abruzzo per le aziende regionali di trasporto pubblico (Arpa, Sangritana, Gtm ) e che, dopo una dura contrapposizione dei lavoratori interessati, la stessa Regione ha cancellato tale misura".

"Inoltre - continua - nelle aziende di trasporto pubblico non si applica il contratto del pubblico impiego, ma un contratto privatistico. Per tale motivo risulta ancora più incomprensibile, arbitraria e ingiusta la decisione del Consiglio di amministrazione Ama e se ne chiede l'immediata rimozione, vista anche la continua richiesta di deroghe per la stessa azienda poste dalla proprietà del Comune dell'Aquila, per ottenere la nuova dislocazione della popolazione residente, fondi aggiuntivi per il servizio ai cittadini".

"Sembra cosi - conclude - che a pagare le difficoltà dell'azienda debbano essere sempre i più deboli e cioè i lavoratori, che in questa lunga fase di riorganizzazione del dopo sisma hanno superato mille difficoltà, percorsi stravolti, viabilità impazzita, fermate invase da auto in sosta ecc., mentre nelle stanze ovattate del consiglio di amministrazione si pensa bene di penalizzarli invece di riconosce loro il giusto. Le O.O.S.S. aziendali unitariamente hanno pertanto dichiarato, vista l'assoluta chiusura da parte aziendale, lo stato di agitazione del personale, riservandosi in caso di risposta negativa di mettere in campo le forme di lotta previste che purtroppo penalizzeranno i cittadini".

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