| |
|
| |
Pescara, 18/06/2026
Visitatore n. 755.068
|
|
|
|
|
|
|
19/05/2011
Il Messaggero
|
«Chiodi, condotta illegittima» il Tar boccia gli atti della sanità. Non si può chiudere Guardiagrele, stop al piano operativo
|
|
PESCARA - «Condotta illegittima»: due parole secche che mettono fuorilegge gli atti firmati da Gianni Chiodi sulla sanità, tutti ma proprio tutti, dalla chiusura dei piccoli ospedali alla modifica di leggi regionali al programma operativo del 2010: il governatore pigliatutto che alla presidenza della Regione somma poteri commissariali per sanità e ricostruzione, e che fino ad oggi ha sempre fatto orecchie da mercante a otto sentenze di Tar e giudici costituzionali, subisce un'altra netta battuta d'arresto. E che arresto. E' il Tar dell'Aquila che da una parte accoglie il ricorso delle associazioni cittadine bocciando una volta per tutte la chiusura dell'ospedale di Guardiagrele, e dall'altra scrive a chiare lettere che Chiodi non può firmare o modificare leggi regionali. Condotta illegittima la sua, che crea un «vizio», una violazione di legge. Chiodi si è allargato, è andato oltre, ha scambiato i poteri del commissario in poteri assoluti: non poteva farlo, stabilisce il Tar, «perchè va escluso che gli atti di nomina governativa abbiano conferito poteri commissariali estesi alla deroga di leggi della Regione». E se fosse successo, aggiungono i giudici, «si sarebbe trattato di incarichi illegittimi, risultando inibito al governo disporre modifiche della legislazione regionale». Quindi Chiodi ha usato male i suoi poteri, e secondo il Tar non potevano esserci dubbi, perchè nella delibera di incarico il governo assegna al presidente interventi di «revoca o modifica di provvedimenti regionali» in linea con il piano di rientro. Provvedimenti, non leggi. Comportamenti ancora più gravi sono quelli che hanno portato il commissario ad adottare «disposizioni violative di leggi regionali non adeguatamente recepite». In pratica il Tar censura che Chiodi & Baraldi abbiano adottato un programma operativo, quello del 2010, che ha completamente stravolto due leggi regionali, la 6/2007 e la 5/2008. Modifiche «che aggravano - scrive il Tar - la condotta illegittima della Regione», perchè se Chiodi avesse voluto modificare una legge regionale, avrebbe dovuto «esercitare tale potere in modo chiaro e puntuale mediante atti formali e conseguenti pubblicazioni sul Bura». Insomma, Chiodi avrebbe dovuto portare gli atti in consiglio regionale, così come le opposizioni, dal centrosinistra al Terzo Polo, vanno predicando da mesi. E alla fine sembra arrendersi anche lui, il governatore. Che si decide a prendere atto delle sentenze: «Chiederò al governo qual è il mio ruolo perchè da un lato ho un suo mandato per il risanamento del deficit sanitario, dall'altro la giustizia amministrativa cambia le decisioni. E' una situazione nuova che non interessa solo l'Abruzzo. Il Tar si è pronunciato alla luce di una sentenza della Corte costituzionale, bisogna capire in maniera muoversi e anche verificare se il governo farà ricorso al Consiglio di Stato». Invoca le sue dimissioni il consigliere regionale di Sel Franco Caramanico: «Tutto l'impianto della politica sanitaria di Chiodi è compromesso da un vizio di illegittimità». «Chiodi è un dilettante allo sbaraglio - afferma Antonio Saia dei Comunisti italiani - che nel suo delirio di onnipotenza ha inferto danni incalcolabili alla sanità abruzzese». Sono «ormai terremotate tutte le decisioni di Chiodi», secondo il capogruppo dell'Idv Carlo Costantini, l'unica risposta possibile è un consiglio regionale straordinario per riscrivere tutto. «L'arroganza di Chiodi sta spingendo la sanità abruzzese nel caos», esclama il segretario Pd Silvio Paolucci. Basta sotterfugi, la sanità deve tornare in consiglio regionale. Davanti agli occhi dei cittadini.
|
|
|
|
|