I tagli al trasporto pubblico locale non hanno dato una stangata solo agli utenti. A rischio, infatti, ci sono circa 1800 dipendenti. Che temono di perdere il posto di lavoro. - Il pericolo è concreto, come spiegano le organizzazioni sindacali di categoria Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl-Tpl e Faisa-Cisal. Le aziende che operano sul territorio provinciale (le autolinee private in particolare), hanno infatti annunciato di essere in procinto di avviare le procedure di licenziamento previste dalla legge 223 del '91. - Le esposizioni debitorie che si sono accollate per fronteggiare la mancata erogazione dei fondi da parte della Regione, sono diventate insostenibili. E dopo i fornitori, è stato il turno dei dipendenti. Che ancora una volta non hanno ricevuto lo stipendio. Tra marzo ed aprile, avrebbero dovuto ricevere le buste paga di gennaio e febbraio. Ma quei soldi - che dalla Regione dovevano essere trasferiti alla Provincia e da questa alle aziende - non sono mai arrivati. La tensione è altissima, in particolare tra quanti sanno bene di rischiare di perdere il posto di lavoro e di non poter più riuscire a mantenere i propri nuclei familiari, a dispetto di anni investiti con impegno e dedizione all'interno delle rispettive ditte. «Il livello di tensione sociale è altissimo - scrivono allarmati i sindacati in una nota - e rischia di sfociare in forme di protesta spontanea da parte dei lavoratori interessati». Scioperi, cortei, ma anche sit-in per rivendicare il proprio diritto al lavoro. - Di qui la richiesta di un incontro urgente aperto alle associazioni datoriali, inviato nella mattinata di ieri all'assessorato provinciale ai trasporti, alla Prefettura e per conoscenza all'assessorato regionale, oltre che alle sezioni regionali delle associazioni datoriali di Asstra, Anav e Fai. Le più colpite sono naturalmente le piccole autolinee private, ma anche un "colosso" dei trasporti, come la Sita, non fa eccezione. L'azienda ha infatti sollecitato i sindacati perchè l'inadempimento nella liquidazione delle risorse dovute è ormai diventato insostenibile. - Motivo per cui, anche i dipendenti Sita, il 31 del mese, resteranno a bocca asciutta, a meno che nel frattempo la Regione non si decida ad erogare i fondi dovuti con un provvedimento che quantomeno possa tamponare la crisi. Due mesi fa si verificò la stessa situazione, ma in quel caso la direzione regionale riuscì a sopperire al deficit con un ricorso all'indebitamente sempre più massiccio e con un progressivo incremento dell'esposizione finanziaria.