Bossi gli dà del matto, ma poi ritratta: "Il suo progetto non è compatibile con una Milano decente". La strategia della destra per delegittimare il candidato. Però manca la pars costruens: Moratti accolta dai fischi
Giuliano Pisapia l'aveva previsto: "Cercheranno di gettare fango e raccontare menzogne su di me". E puntualmente il fango è arrivato. Ad aprire il fuoco, la cui potenza prevedibilmente crescerà fino al giorno del ballottaggio per la sindacatura milanese, è stato addirittura Umberto Bossi, non un tirapiedi qualsiasi. Le agenzie di stampa, la mattina del 19 maggio, hanno attribuito al leader della Lega le seguenti affermazioni sul conto del candidato del centrosinistra: "E' un matto che vuole trasformare la città in una zingaropoli, riempirla di clandestini e di moschee". E poi: "La Lega si impegnerà e darà battaglia: non abbandoneremo la città nelle mani di questa gente". Successivamente Bossi ha smentito il giudizio attribuitogli su Pisapia: "Non ho detto che è matto. Ma il suo progetto non è compatibile con una Milano decente".
Smentite o no, la strategia è partita. E la regia viene dalle "alte stanze" di Pdl e Lega, come ricostruisce la Dire. Per fare il miracolo e riconfermare Letizia Moratti alla guida di Milano, il centrodestra proverà a terrorizzare i milanesi costruendo (inventando) un "pericolo Pisapia", facendolo passare per un "guaio peggiore" della stessa, mediocre Moratti, e provando così a convincere gli elettori astenuti al primo turno a recarsi alle urne al ballottaggio. Creare il panico sull'aumento delle tasse, l'invasione degli immigrati, la costruzione di moschee, il blocco dell'Expo eccetera, attaccando direttamente (e con violenza) Pisapia non semplicemente sul piano personale (l'errore della Moratti) ma slittando sul piano dei presunti, futuri danni che potrebbe fare.
Se la pars destruens è stata messa a punto, il centrodestra deve lavorare ancora sulla pars costruens. Nel senso che non sembra finire l'incubo milanese della Moratti. Il 19 maggio il sindaco è stato accolto da una selva di fischi durante un suo intervento a sorpresa a un presidio organizzato dalle associazioni a sostegno dei disabili sotto il Pirellone.
Alla manifestazione c'è andato anche Pisapia, e l'hanno accolto con un'ovazione. "Lo dico anche a livello nazionale, mi impegno come sindaco ad avere come priorità chi si vede quotidianamente i diritti violati. Milano deve tornare la città dei diritti". Questo ha detto il candidato, aggiungendo: "Ci batteremo per evitare tagli al sociale".
Pisapia ha anche annunciato che non intende partecipare a un confronto tv con Moratti, ma che proseguirà la sua campagna elettorale nei quartieri di Milano. "In questi giorni sono arrivate alcune richieste di confronti televisivi", spiega il suo portavoce Maurizio Baruffi, ma la decisione è quella "di proseguire la campagna elettorale con serenità e impegno nei quartieri di Milano, fra i cittadini, ascoltando il loro punto di vista e cercando le migliori soluzioni per il governo di Milano".