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Pescara, 18/06/2026
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Data: 20/05/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Sanità, Chiodi a Roma per capire i suoi poteri. Martedì tutti i commissari a rapporto da Tremonti. Pd e Idv: Consiglio straordinario

Il governatore: accolta la mia richiesta di chiarimenti

PESCARA. Quali atti può legittimamente adottare un commissario straordinario nominato dal governo, senza che i Tar poi lo annullino? La domanda se l'era posta, l'altro ieri, Gianni Chiodi, all'indomani della pubblicazione della sentenza del Tribunale amministrativo regionale dell'Aquila, che aveva annullato la deliberazione di chiusura dell'ospedale di Guardiagrele, da lui adottatta nella veste di commissario ad acta per la Sanità.
Una risposta a questo interrogativo dovrebbe arrivare da una riunione, convocata per martedì prossimo a Roma dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Ne ha dato notizia, ieri, lo stesso presidente della Regione. «Tutti i commissari e subcommissari preposti all'attuazione dei Piani di rientro d'Italia», si legge in una nota della Regione, «si ritroveranno a Roma, martedì prossimo, 24 maggio (ore 10,30 ministero dell'Economia), per una attenta riflessione sul ruolo dell'organo commissariale e sui poteri che allo stesso attengono».
La riunione congiunta del Tavolo adempimenti e del Comitato Lea, si legge in una nota della Regione, è stata convocata accogliendo la richiesta formulata da Chiodi.
«Quella del commissario è una figura che si sta rivelando quantomai complessa», ha spiegato, ieri, Chiodi, «sospesa tra la necessità di adottare provvedimenti atti a risanare il sistema sanitario ed i bilanci regionali e quella di tener conto dei dettami della recente giurisprudenza. Non sempre, anzi quasi mai, è possibile conciliare i due aspetti. Per questo ho chiesto al governo un confronto anche con gli altri commissari e subcommissari d'Italia, tutti alle prese con dubbi interpretativi che compromettono la normale e più equa gestione della Sanità in Regioni già evidentemente in difficoltà».
Mentre Chiodi cerca lumi a Roma, in Abruzzo le opposizioni lo attaccano.
Il Pd, ieri, ha chiesto la convocazione della conferenza dei capigruppo per fissare la data di un consiglio regionale «che adotti provvedimenti di merito sulla sanità, a seguito delle sentenze e stabilisca un calendario dei lavori per portare in discussione in consiglio regionale un nuovo accordo con il governo per il nuovo Piano di rientro e un nuovo Piano sanitario, ponendo così fine alla gestione commissariale e all'anomalia abruzzese». «Dobbiamo ristabilire la legalità in Regione Abruzzo, che è quella certificata ora dalle sentenze ed è la stessa che da due anni denunciamo come l'anomalia abruzzese», ha detto il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Camillo D'Alessandro.
Stamattina alle 11, invece, nella sala del consiglio comunale di Pescara, il gruppo regionale dell'Italia dei Valori (Idv) terrà una conferenza stampa dal titolo «Sanità terremotata: ora basta». Carlo Costantini, capogruppo dell'Idv in consiglio regionale, presenterà alla stampa il documento sulla Sanità per il consiglio straordinario richiesto dal suo partito.
Intanto, Guardiagrele ha accolto con soddisfazione la sentenza del Tar dell'Aquila che ha accolto i ricorsi presentati da amministrazioone comunale, centrosinistra oggi all'opposizione e Tribunale per i diritti del malato. «A una prima sommaria lettura», ha osservato Floriano Iezzi, assessore comunale con delega alla Salute, «le principali motivazioni riguardano la riconosciuta illegittimità del commissario ad operare una riorganizzazione in difformità di leggi regionali da ritenersi vigenti, come ad esempio il Piano sanitario regionale, e il mancato rispetto del programma previsto dallo stesso piano sul riequilibrio dei servizi sanitari a favore delle zone interne.

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