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Pescara, 18/06/2026
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Data: 20/05/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Moratti: scuse in cambio del confronto. Pisapia: «Di solito chi si scusa non pone condizioni». E rifiuta di andare a «Porta a porta»

MILANO. I toni non si abbassano, anzi. «Io sono pronta a chiedere scusa nel momento in cui c'è un confronto diretto sui programmi», dice Letizia Moratti dopo il no di Pisapia alla presenza a «Porta a porta». «Di solito chi si scusa, ancorché dopo otto giorni e una sconfitta elettorale, non pone condizioni», è la replica del candidato del centrosinistra. «Ora - aggiunge - il nostro confronto avverrà nelle urne domenica 29 e lunedì 30 maggio».
«Resta il fatto che potrei accettare le scuse della signora Moratti se dicesse apertamente chi le ha fornito le notizie false su di me e con chi ha organizzato quella messa in scena durante il faccia a faccia in tv», chiosa Pisapia. Il centrodestra le prova tutte, ma se ha attaccato la Moratti che, per quell'accusa all'ultimo ecco che si ricomincia sullo stesso binario. Bossi va giù duro: «Non abbandoniamo Milano nelle mani di questa gente». Nelle stesse ore la città viene invasa di manifesti. Sotto il nome di Berlusconi ecco la scritta: «Forza Milano! Non lasciamo la città in mano alla sinistra». Chi pensa ai numeri e va al sodo del problema, invevce, è Matteo Salvini, europarlamentare e direttore di radio Padania. Ha il polso della situazione e spiega: «Vincere a Milano è difficile ma non impossibile, mi dò il 10 per cento di possibilità. Però non voglio che si metta in dubbio l'impegno della Lega».
E qui arrivano le dolenti note, perchè fra i due alleati qualcosa si è rotto, con gli uni ad accusare gli altri di scarso impegno in campagna elettorale. Ora, se il centrodestra vuole davvero vincere, deve recuperare 80mila voti (tanta la differenza fra Moratti e Pisapia) e non si sa, davvero, come possa fare. Intanto, ieri, il sindaco ha rimediato bordate di fischi. Invitata dal presidente della regione, Formigoni, a intervenire a un presidio di disabili (protestavano contro i tagli operati dal governo) il sindaco uscente è stata accolta dal urla e fischi. «Sono qui - ha cercato di spiegare la Moratti - perché da cinque anni conosco i vostri problemi». La risposta non si è fatta attendere. Poi i disabili hanno alzato uno striscione: «Siamo ugaulmente incazzabili». Poi alzano le braccia facendo con le mani il gesto di chi parla e basta. Immediata la reazione di La Russa: «L'aggressione preventiva all'avversario resta costume della sinistra».
Per il centrodestra scende in campo il ministro Sacconi: «I candidati della sinistra sono dei portatori declino economico e sociale». Chi cerca di abbassare i toni è il ministro Gelmini: «Bossi ci ha abituato a qualche battuta di spirito. Ha dato del matto a Piasapia? E' un'espressione colorita, ma non mi sembra né grave né offensiva». Intanto Per il Pd interviene il deputato Emanuele Fiano: «La Lega ha paura di perdere Milano, la capitale del Nord. Ma i milanesi non sono strupidi, visitano il mondo e l'Italia. Conoscono le capacità dei nostri amministratori e sanno che non ci sarà nessuna zingaropoli». Per l'economista Marco Vitale (assessore nella giunta guidata dal leghista Formentini) «La società civile si è ribellata a Moratti e Berlusconi, al loro vuoto stretegico e ai loro estremismi».
Tornando ai programmi Letizia Moratti annuncia, cosa non fatta prima del voto di domenica, che abolirà l'Ecopass per i residenti in città: i milanesi non pagheranno dunque più il ticket antismog che resterà in vigore solo per i non residenti. «La fase di sperimentazione di Ecopass è terminata - ha annunciato la Moratti - l'inquinamento, il traffico e gli incidenti sono diminuiti».

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