CIVITELLA ROVETO - Incredulità, costernazione, un intero paese è attonito per la morte di Bruno Montaldi, l'operaio 48enne di Civitella Roveto, trovato lunedì mattina senza vita in fondo al pozzo di ventilazione della linea B1 della metropolitana in fase di realizzazione a Roma. Una tragedia del lavoro, l'ennesima che ancora una volta ha mietuto una vittima della Valle Roveto. La magistratura indaga sulle cause, ancora non chiare, che hanno provocato la morte dell'operaio civitellese. La salma di Montaldi è in una cella frigorifera dell'Istituto di Medicina legale di Roma, in via Cesare De Lollis, in attesa dell'autopsia disposta dal giudice per questa mattina alle ore 9. Solo l'esame autoptico, in pratica potrà fare piena luce sul decesso dell'operaio come giustamente precisa il suo avvocato Cinzia Basilico. Grande il suo senso del dovere, il suo attaccamento al lavoro. E' quanto dicono i suoi amici e compaesani che ben lo conoscevano. Montaldi, infatti, secondo il racconto di testimoni, era in fondo al pozzo con abiti normali. Ciò vuol dire che aveva finito il suo turno. Si era cioè tolti i panni da lavoro per far ritorno a Civitella, dalla sua famiglia, ma prima di andar via probabilmente ha voluto accertarsi che tutto fosse a posto. E sceso quindi nel pozzo maledetto attraverso una scala. Ma da quel pozzo non è più risalito. Montaldi era addetto al controllo notturno di un impianto che, attraverso l'immissione di azoto liquido, raffredda il terreno per agevolare gli scavi della metropolitana. Tramite un sistema computerizzato, controllava che tutto procedesse bene nelle varie fasi dell'immissione dell'azoto liquido nel terreno. Lavorava insomma con un grande senso di responsabilità, lo ha fatto fino all'ultimo, quando è sceso in quel pozzo. Da quel momento in poi, però, non si sa più cosa sia successo. Un incidente, un malore, le esalazioni dell'azoto? Quali le cause? E' tutto da chiarire e la verità si saprà appunto dai risultati dell'autopsia. Sembra esclusa l'ipotesi della caduta dall'alto del pozzo. Troppo profonda la cavità. Secondo gli inquirenti, se Montaldi avesse fatto un salto nel vuoto di 40 metri, tanto è profondo il pozzo, avrebbe riportato ferite, contusioni, traumi. Il corpo senza vita dell'operaio presenterebbe invece appena qualche graffio. Montaldi era sposato. Lascia la moglie Maria e due bambini di 10 e 7 anni. Il primo dei figli doveva fare la prima Comunione a giugno. «Una famiglia di lavoratori, quella di Bruno - afferma il neoeletto sindaco di Civitella Roveto, Raffaelino Tolli. - Una famiglia onesta. Bruno stava facendo il suo lavoro e si prova solo amarezza sapere che c'è chi muore per guadagnarsi da vivere. Purtroppo - aggiunge Tolli - non è la prima volta che a Civitella si verificano incidenti sul lavoro. Come amministratori intendiamo realizzare un monumento ai caduti proprio sul lavoro. Il progetto è stato redatto già da tempo. Il monumento verrebbe collocato in un'area prospiciente la stazione ferroviaria del paese dopo che già Alemanno ha dichiarato di volergli intitolare una stazione». Subito dopo aver appreso la tragedia, i familiari di Bruno Montaldi si sono precipitati a Roma nella speranza di vedere ed abbracciare il proprio caro. Ma non è stato possibile. La salma dell'operaio sarà restituita e verrà quindi messa a disposizione solo dopo la perizia autoptica. Incerta quindi, al momento, anche la data dei funerali che si svolgeranno a Civitella Roveto. Bruno Montaldi sarà sepolto nel cimitero del centro rovetano. Il sindaco di Roma Alemanno vuole intitolargli la stazione della metropolitana dove si è consumata la tragedia. Mentre a Civitella, già un auditorium ed un teatro sono stati dedicati ad altri due vittime del lavoro: Vincenzo Zanello e Bruno Mariani.