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Pescara, 14/04/2026
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Data: 24/05/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Il catamarano cambierà approdo. Fondali bassi al porto, problemi per il collegamento con la Croazia

PESCARA. Il catamarano della Snav dovrà cambiare banchina per l'approdo, a causa dei fondali troppo bassi del porto. Il collegamento con la Croazia resta confermato, per ora, ma la compagnia marittima non nasconde una certa preoccupazione per le drammatiche condizioni dello scalo. Ieri, c'è stato un sopralluogo.
La responsabile commerciale della Snav Stefania Vago è arrivata a Pescara per prendere contatto con i fornitori, in vista dell'avvio del collegamento estivo programmato per il 13 luglio. La dirigente ha incontrato il sindaco Luigi Albore Mascia e il presidente della Sanmar Bruno Santori, cui ha richiesto rassicurazioni sull'operatività del porto. In ballo ci sono migliaia di cittadini che hanno già prenotato i biglietti per andare in vacanza in Croazia.
Nelle stesse ore, il comandante della Direzione marittima Pietro Verna si è recato a Roma per andare a parlare con il provveditore alle Opere pubbliche Carlea. Probabilmente, anche alla luce dell'allarme lanciato da Paolo De Girolamo, docente di Ingegneria idraulica e autore del progetto del nuovo porto di Pescara. L'esperto, in un intervento pubblicato ieri dal Centro, ha parlato di rischio di esondazione del fiume per i fondali insabbiati.
SNAV PREOCCUPATA La Snav è la compagnia che organizza ogni estate, da anni, i collegamenti tra Pescara e Spalato. Non ha mai avuto tanti problemi come quest'anno. Le condizioni del porto, però, sono drammatiche. Giovedì scorso, la barca Ermione dell'Arta ha effettuato i rilievi batimetrici, cioè ha misurato i fondali di quasi tutto lo scalo marittimo. La profondità dell'acqua nel porto commerciale è insufficiente per far entrare petroliere e navi. La Snav aveva già chiesto rassicurazioni due mesi fa alla Direzione marittima. Ieri, la dirigente ha rinnovato la richiesta.
CAMBIA L'APPRODO Oggi, i tecnici della Snav torneranno a Pescara per incontrare il comandante Verna per stabilire con lui che tipo di dragaggio è necessario per garantire lo svolgimento dei collegamenti marittimi. Intanto, è stato già stabilito che il catamarano cambierà approdo. Si dovrà fermare accanto alla banchina riservata, fino a pochi giorni fa, alle petroliere, perché in quel punto i fondali sono più profondi. Inoltre, la draga dovrà eliminare una gobba di sabbia che si è creata dopo l'imboccatura di accesso al porto. «La Snav», ha rivelato Mascia al termine dell'incontro, «ha confermato la volontà di restare a Pescara e di effettuare nel periodo estivo il collegamento. Né Comune e né Snav, però, hanno nascosto le proprie preoccupazioni a fronte delle condizioni in cui versa il porto».
DIVAMPA LA POLEMICA L'allarme sul fiume a rischio di esondazione lanciato dall'esperto è stato immediatamente raccolto dalle opposizioni. La consigliera provinciale dell'Idv Antonella Allegrino ha accusato Comune e Provincia di non fare nulla per salvare il porto e il fiume. «Questi due enti», ha osservato, «potrebbero battere legittimamente i pugni sul tavolo del governo amico, ma sono travolti da un lassismo che non rappresenta l'interesse del territorio provinciale». «A chi assegnare la palma dell'inettitudine, a al presidente della Regione Gianni Chiodi, o al sindaco Mascia?», si è chiesto il consigliere comunale del Pd Enzo Del Vecchio, «è arrivata anche la stroncatura del professor De Girolamo sulla gestione del dragaggio del porto di Pescara».

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