Comune e Provincia manterranno il 51% dell'azienda (e incasseranno, a testa, 4.871.000 euro); al privato andrà il restante 49%. E' il primo passo - il secondo è l'approvazione del Consiglio comunale, venerdì -, che segna l'av vio della fase operativa del bando, affidata a Smtp. In base alla delibera, prima Comune e Provincia cederanno al privato il 44% delle azioni; poi, con un aumento di capitale del 5%, riservato al nuovo socio, si raggiungerà la quota del 49%. Dalla cessione entreranno nelle casse dei due enti quasi 5 milioni di euro, a cui risommeranno gli oltre 7 milioni che - sembra ormai certo - rientreranno da Banca Mb. La maggioranza delle azioni resterà in capo a Comune e Provincia (25,50% a testa) che nomineranno 3 dei 5 membri del cda, tra cui presidente e vicepresidente. Sarà la Provincia la prima, non appena definito il nuovo socio, a nominare il presidente, mentre per il secondo mandato spetterà al Comune. Al socio saranno richiesti «requisiti economici, idoneità professionale e capacità tecnica». «Ora che i dettagli della procedura di gara sono definiti - ha commentato l'assessore, Giancarlo Castellani - può prendere il via la fase operativa che si dovrebbe concludere entro l'anno con l'ingresso del nuovo socio». Il contratto di gestione del servizio di trasporto pubblico prenderà il via allo scadere dell'at tuale contratto con Tep - fine 2011 - e durerà 6 anni con possibilità di proroga di altri due. Ieri però non si è parlato solo di Tep; a tenere banco è stato anche un odg del consigliere Pinardi sulla presenza di almeno il 30% di donne nei cda nominati dalla Provincia. «Concertiamo lo stesso impegno con gli altri enti», è stata la proposta della consigliera Contesini, che però non è piaciuta al collega Armellini: «E' un modo - dice - per sgravare la Provincia dalle sue responsabilità». «Tutt'altro - ha risposto l'as sessore Marcella Saccani -: la Provincia non è sola a nominare alcuni cda, serve l'impegno di tutti». Anche la montagna ha riscaldato gli animi: prima con un odg del consigliere Tombolato - respinto - sul ruolo federalismo fiscale nella tutela della montagna, su cui si sono scontrate le visioni opposte di maggioranza e minoranza, poi con la delibera di tutela e valorizzazione della Riserva Naturale dei Ghirardi a cui la minoranza si è opposta: «Il finanziamento - hanno spiegato - arriva di fatto nelle tasche di un privato». La delibera è passata con i voti della maggioranza.