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Data: 25/05/2011
Testata giornalistica: L'Unit
I lavoratori di Ataf al sindaco: «Matteo stiamo arrivando...» Montano le tende. Renzi disposto a vederli il 31 maggio

Al grido di «Ataf è nostra e non si tocca» circa 500 dipendenti dell'azienda di trasporto sono arrivati fin sotto Palazzo Vecchio minacciando di restare in piazza fino a quando non li avrebbe ricevuti il sindaco.

Bloccano la città e assediano Palazzo Vecchio . "Occupano" piazza della Signoria, con tanto di banchini a distribuire vino e panini. E si placano (anche se qualcuno appronta le tende per dormire lì) solo quando il sindaco Matteo Renzi manda loro a dire che li incontrerà martedì 31 maggio. E' la protesta di 500 lavoratori dell'Ataf, andata in scena dal mattino fino a sera. Uno sciopero del servizio contro il progetto di privatizzare parte dell'azienda, deciso dai comuni soci (Palazzo Vecchio in testa) e iniziato dal presidente Filippo Bonaccorsi. I sindacati temono per l'occupazione e chiedono un Piano industriale preciso per l'azienda. La controparte sostiene che così come fino a ora l'Ataf non può andare avanti (i comuni non vogliono più pagare per le perdite) e che, senza toccare i dipendenti (che magari dovranno lavorare di più), serve dare nuove forze alla compagine azionaria, anche in vista del futuro bando regionale unico del trasporto pubbico. Il corteo dei lavoratori di Ataf (con loro anche alcuni rappresentanti della categoria dei tassisti), promosso da tutte le sigle sindacali, parte dal deposito di viale dei Mille verso le 16,30. Alle fermate, molta gente ad aspettare invano un bus: sono poche le pensiline dove si dà segnalazione dell'agitazione; dalla dirigenza di Ataf si accusa di aver strappato i volantini sullo sciopero alcuni autisti, ma i sindacati smentiscono. Altro botta e risposta: le sigle sindacali parlano di un'adesione allo sciopero del 98%, l'azienda mette in evidenza che tra i lavoratori non del settore guida la partecipazione è del 30%. Il corteo dalla partenza si sposta verso il centro: obiettivo piazza della Signoria. Nel tragitto, i lavoratori dell'Ataf bloccano il traffico, soprattutto nel passaggio in piazza Libertà. Il corteo è coloratissimo: bandiere dei sindacati, musica nel furgoncino capofila della manifestazione (dai Modena City Ramblers ai Punkreas), slogan contro il sindaco Matteo Renzi urlati dal megafono ("Chi non salta con Matteo è"), spesso usato da Alessandro Nannini (Cobas), coordinatore della Rsu. E poi, tanti striscioni: in alcuni vi si legge "L'Ataf non si tocca", "65 anni di storia: Renzi non la venderai per la tua vanagloria". Nel mezzo, tanti allarmi. «Temiamo che il Comune non voglia vendere solo il 40% dell'azienda, ma il 100%. In questo modo significa che il trasporto pubblico viene considerato non un servizio per i cittadini, soprattutto quelli più deboli, ma un business», spiega Americo Leoni di Faisa Cisal. Nel corteo c'è anche il segretario della Cgil fiorentina, Mauro Fuso, che dice: «Serve un nuovo metodo per governare la complessità e i problemi della città». Da piazza della Vittoria la manifestazione lentamente si avvicina a piazza della Signoria, passando per il Duomo, con i sindacalisti che spiegano ai cittadini che incontrano le "ombre" sul futuro servizio del trasporto pubblico in città. Poi, l'arrivo sotto Palazzo Vecchio. Trombette, fumogeni e cori: sopra è in corso il consiglio comunale. E alcuni consiglieri (tra cui Mirko Dormentoni del Pd, Eros Cruccolini di Sel, Francesco Torselli del Pdl e Ornella De Zordo di Per Unaltracittà) scendono a parlare coi manifestanti. La richiesta dei sindacalisti è netta: «Vogliamo parlare col sindaco Renzi. Subito». Gli emissari del sindaco scesi in piazza (tra loro il dirigente della segreteria di Renzi, Bruno Cavini) ascoltano e tornano dentro Palazzo Vecchio. La prima proposta è di un incontro con gli assessori Massimo Mattei (mobilità) e Angelo Falchetti (bilancio e partecipate). Ma i sindacati rimandano al mittente l'offerta. «Vogliamo Renzi, non ci bastano più gli assessori», tuona Massimo Milli (Cgil), vicecoordinatore della Rsu. Intanto in piazza della Signoria viene adibito un banchetto: panini con salame, prosciutto e formaggio, polenta e salsicce, vino alla spina. Tutto offerto, anche ai passanti, dai lavoratori di Ataf (una di loro gira con una colletta per pareggiare le spese). Verso l'ora di cena, dagli emissari del sindaco arriva la contropoposta: un incontro martedì Renzi-sindacati, con tanto di sms del sindaco che dà l'ok. I sindacalisti ci stanno. Ma le tende e il banchetto si protraggono in piazza della Signoria fino a notte.

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