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Pescara, 14/04/2026
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Data: 25/05/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Crisi nera, la Cisl lancia l'allarme occupazione ferma come nel 2009

PESCARA- «Apriamo le porte al lavoro», in una regione dove la ripresa non ha rimpolpato le fila degli occupati. E' l'appello che lancia la Cisl, con un focus sullo stato di salute dell'economia abruzzese. «La crescita è ancora insufficiente per far ripartire l'occupazione e lo sviluppo», avverte Maurizio Spina, numero uno della Cisl Abruzzo. Secondo il report, a fronte di una crescita del Pil nel 2010 (+1,5% dati Cresa; +2,4% dati Tagliacarne), le sacche del lavoro non sono tornate a ingrossarsi: fermi a 494mila gli occupati, come nell'orribile 2009 quando con l'emorragia erano andati persi 24mila posti di lavoro rispetto al 2008. Anzi, Pescara e Teramo anche lo scorso anno hanno continuato a perdere pezzi. Nello screening settoriale, agricoltura e servizi hanno recuperato posti di lavoro sul 2009 (+11,1% e +1,2%), non l'industria (-4,6%, ossia 7mila occupati in meno). Torna a crescere l'export (+ 18,8%) ma è ancora al di sotto dei livelli pre-crisi (-18,7%). «La nostra regione ha ancora un retroterra industriale forte: l'export è in ripresa - dice l'economista Pino Mauro - meno la domanda interna». Del resto il mercato è legato a doppio filo ai redditi sfiancati da cassaintegrazione e disoccupazione. Ancora in calo, infatti, il tasso di occupazione, quello di disoccupazione è arrivato all'8,8%. «Livelli elevati ha raggiunto la disoccupazione giovanile - avverte Mauro -, a cui si affianca una emigrazione massiccia di neolaureati verso il centro nord, il 27%, il che significa che trasferiamo altrove gli investimenti fatti dalle famiglie e dal nostro sistema formativo». Quasi 1 giovane su 3, il 29,5%, è disoccupato in Abruzzo, il 5,5% in più rispetto al 2009; la sacca del disagio è cresciuta soprattutto a Pescara (+19,2%). Attivare le leve per favorire lo sviluppo, e l'occupazione: è l'appello con cui la Cisl parte in pressing sulle istituzioni. «Il credito d'imposta e l'apprendistato sono opportunità per favorire l'occupazione, a partire da quella giovanile», dice Spina. Almeno tre i cardini su cui puntellare lo sviluppo. «Occorre che all'Aquila parta la ricostruzione pesante: chiediamo all'amministrazione comunale e al commissario Chiodi di trovare punti d'intesa; il presidente Chiodi acceleri sulle riforme che permetterebbero risparmi da dirottare sullo sviluppo».

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