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Data: 26/05/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Una pensione su due sotto i 500 euro. Penalizzate soprattutto le donne. Nel 2010 boom delle uscite per anzianità

Rapporto annuale Inps. Il presidente Mastrapasqua: «Giovani garantiti, ma dovranno lavorare di più»

ROMA. Boom per le pensioni di anzianità: nel 2010 sono stati liquidati 174.729 trattamenti a fronte dei 100.880 registrati del 2009 (+73%). Nel complesso aumenta anche il numero totale di pensioni erogate: al 31 dicembre 2010 erano 16 milioni 42.360 (+0,2%), a cui vanno aggiunti altri 2 milioni 713mila assegni per invalidità civile (+2,9% rispetto al 2009). La spesa complessiva per pagare gli assegni è stata di 165.646 milioni (+ 0,9%). Più della metà delle pensioni erogate (50,8%) non raggiunge però i 500 euro al mese. Sono questi i dati più significativi contenuti nel rapporto annuale Inps presentato alla Camera dal presidente dell'istituto Antonio Mastrapasqua.
Anzianità e vecchiaia. Il boom delle pensioni d'anzianità è legato al fatto che nel 2009, anno del passaggio dei requisiti da 58 a 59 anni per 35 di contributi, il numero di pensioni era stato molto basso. Nel 2011 con il nuovo «scalino» da 59 a 60 anni si prevede un nuovo calo. Nel 2010 le nuove pensioni di vecchiaia sono state 173.575 (101.866 a dipendenti, 71.709 ad autonomi) con un'età media al pensionamento di 62,3 anni per i dipendenti e 63,3 per gli autonomi.
Importi. L'importo medio per le pensioni Ivs (invalidità, vecchiaia e superstiti) è di 10.389 euro l'anno (+0,7%). Più alto quello delle pensioni di anzianità (12.007 euro l'anno, -0,1%) mentre decisamente più contenuti gli importi degli assegni di invalidità e inabilità: 7.782 euro-anno (+4,1%). Per le pensioni indirette e di reversibilità il trattamento medio è di 7.078 euro (+0,7%). «Pensioni da fame» denuncia il Codacons che chiede una pensione minima di 800 euro. Le più penalizzate sono le donne: solo il 5,6% (contro il 18,9% dei maschi) ha pensioni tra i mille e i 1.500 euro; percentuale che scende addirittura al 2,6%, contro il 20,2% dei maschi) per importi superiori ai 1.500 euro.
Mastrapasqua. «La riforma delle pensioni ormai ha chiuso un cantiere è ha costruito un edificio solido, stabile, indicato ormai dall'Europa come un modello - ha detto il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua - Il sistema previdenziale è in equilibrio. La stabilità non è stata conseguita a scapito delle giovani generazioni. La pensione ci sarà anche per i giovani. Ma la qualità della loro pensione di domani si costruisce oggi, agganciata sempre più al destino del Sistema Paese». Insomma il peso del futuro assegno dipenderà dalla crescita economica del sistema e da un inevitabile allungamento dell'età lavorativa. «Bisognerà lavorare più a lungo - avverte Mastrapasqua - anche quando (o soprattutto quando, ndr) il lavoro è discontinuo e flessibile».

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