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Pescara, 14/04/2026
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26/05/2011
Il Messaggero
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Berlusconi, assalto in tv: senza testa chi vota sinistra. Il Cavaliere a Porta a porta. «Se parlo di passo indietro, rivoluzione nel Pdl». Incarcerabile, Sora Cesira colpisce ancora (Guarda il video) |
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«Il risultato colpa dei candidati deboli e dei media»
ROMA - Con un riferimento a Leonardo da Vinci, che non avrebbe mai terminato la Gioconda se lo avessero «preso a schiaffi», come invece i Pm politicizzati hanno fatto con lui, Silvio Berlusconi (ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta) batte il tasto ancora una volta: è lui l'unico leader, nel centrodestra, capace di riscuotere il consenso «di tutti», l'unico che può tenere insieme la coalizione. «Sarei felice di tornare a fare l'imprenditore - spiega - ma rimango», per spirito di servizio. Anche perché quando ha parlato di possibili successori (Alfano e Tremonti) è scoppiata «la rivolta» nel Pdl. Un passo indietro, se servisse, il Cavaliere sarebbe pronto a farlo, ma non sa se è utile «a ricomporre l'area moderata». Soltanto se gli «venisse un colpo», il Pdl reagirebbe proponendo il nome «del successore» alla Lega, avverte. Con i leghisti, malgrado le tensioni sul trasferimento dei ministeri, non lo divide nulla. Berlusconi non ha dubbi sull'amicizia con Bossi: «Gli voglio bene e lui ne vuole a me», dice, e a dimostrazione di ciò ricorda un patto tra di loro: «Lasceremo insieme». Dunque, esclude «una trappola» del Carroccio. Anche se, nel luglio scorso, la Lega e Tremonti volevano andare alle elezioni. Adesso l'importante per il Cavaliere è precisare che non arriverà una manovra da 40 miliardi per il pareggio di bilancio. «Non è così» si affretta a dire il premier. E sposa la linea di Tremonti sulla necessità di spostare il carico fiscale dalle persone alle cose. Poi difende la salute del Paese. L'Italia non è povera, le famiglie risparmiano, le banche sono solide e lo dimostra un dato: gli italiani spendono per cosmetici «10 miliardi», fanno la coda per il ristorante e la fanno anche per prenotare un posto in aereo. Rimane il fatto che il sistema è malato, la sovranità non appartiene al popolo, ma ai Pm di Magistratura democratica, sostiene. Poi cita Beccaria per dire che «l'accusa più grave che si fa ad una persona è il processo: io ne ho subiti 26 anni in 60 anni, non era mai successo. Dell'Utri è stato assolto da un'accusa che è durata 12 anni». Quanto alle accuse su Ruby, «sono una montatura» dei Pm. In ogni caso, il voto delle amministrative, accusa Berlusconi, ha messo in campo «un blocco mediatico terrificante» contro di lui ed il Pdl. Una follia che «non succede in nessuna parte al mondo» giudica, poi, la decisione dell'Agcom di multare le tv per le sue interviste nei Tg. E arriva a promettere: «Non credo pagherete». Quanto alla sconfitta di Letizia Moratti a Milano, «è colpa della disinformazione dei media». Dopo che, poco prima, aveva detto che queste elezioni «sono particolarissime» perché «influisce la personalità del candidato». Ancora qualche ore prima, durante un vertice a Palazzo Grazioli, era stato ancora più esplicito nei confronti di Moratti e Lettieri, peraltro mai nominati: «Molto del risultato è dipeso dalle persone scelte», aveva chiarito facendo intendere che i due candidati non erano proprio quelli giusti: che erano deboli. La smentita di Paolo Bonaiuti non si è fatta attendere («Questa cosa non l'ha mai detta»), ma sia Lettieri che Moratti sarebbero rimasti «sorpresi e infuriati». Che nel ballottaggio non ci sia «un dato» politico «nazionale», il premier ne è convinto, ma spara parole di fuoco contro gli avversari di centrosinistra. Giuliano Pisapia, si chiede, «come fa a governare, se non ha mai amministrato neppure un'edicola?». Per di più, accusa: quando era «in Parlamento ha fatto solo leggi a tutela dei terroristi o per l'eutanasia». Quanto a Luigi De Magistris, a Napoli: «non credo ci sia una persona con la testa sulle spalle che possa votare per lui. Uno che vota per De Magistris si guardi nello specchio e dica sono un uomo o una donna senza cervello». Poi arriva a minacciare di non tornare più a Napoli se vincerà la sinistra: i napoletani non «si rivolgano più al presidente del Consiglio per risolvere i loro problemi se poi si fanno del male da soli e si mettono nelle mani dell'estrema sinistra!». In ogni caso, il decreto legge anti-ruspe per bloccare la demolizione delle case abusive, lo presenterà anche in caso di sconfitta. E sulla guerra in Libia, infine, annuncia: è stata una messinscena la notizia della morte del figlio minore di Gheddafi. Sulla decisione di muovere guerra, «sono andato a Parigi con le mani legate dal voto delle commissioni estere e non ho potuto mettere in campo la posizione della Merkel, per me più ragionevole».
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